Basket - 17 settembre 2025, 16:26

«Vogliamo far vedere ai nostri tifosi un qualcosa che negli ultimi anni non hanno mai visto»

Contenti, fiduciosi, vogliosi di imparare, entusiasti dai metodi di coach Ioannis Kastritis: Nate Renfro e Tazé Moore si sono presentati oggi alla stampa nella cornice allestita dallo sponsor biancorosso Agricola Home&Garden. Il lungo: «Con una difesa così io sono nel posto giusto...». La guardia: «Sono qui per diventare un giocatore più completo»

Da sinistra: Giacomo Brusa, Tazé Moore, Mario Oioli, Nate Renfro e Maks Horowitz

Da sinistra: Giacomo Brusa, Tazé Moore, Mario Oioli, Nate Renfro e Maks Horowitz

Contenti, fiduciosi, vogliosi di imparare, entusiasti dai metodi di coach Ioannis Kastritis.

È stato un primo mese dal bilancio più che positivo quello trascorso sotto al Sacro Monte da Nate Renfro e Tazé Moore. Lo hanno raccontato loro stessi oggi pomeriggio all’Agricola Home&Garden, tra i sostenitori più importanti in casa Pallacanestro Varese e ormai uso a fare da cornice alle presentazione estive degli atleti biancorossi.

Ad accogliere il lungo classe 1996 e la guardia classe 1998 Giacomo Brusa, Founder e CEO di Agricola: «È un onore poter ospitare qui da noi ancora una volta i nuovi giocatori: si tratta di una tradizione di cui siamo orgogliosi di fare parte. Pallacanestro Varese è un pezzo di storia della nostra città: siamo contenti di stare in questa grande famiglia e di portare la nostra passione».

Parola quindi al gm Maksim Horowitz: «Sia Renfro che Moore sono elementi che seguivamo da tempo. Nate conosce l’Italia e il nostro allenatore perché ha giocato contro di lui in Grecia, Tazé due anni fa non era ancora pronto per l’Europa, ma siamo convinti che ora lo sia e non vediamo l’ora di capire quale potrà essere il suo impatto».

Quindi ecco il verbo dei due ospiti principali, a cominciare dal centro ex Sassari: «Ormai è quasi un mese che siamo qui, abbiamo avuto la possibilità di conoscere i compagni e abbiamo trovato persone molto disponibili che in campo danno il 100%. Ci manca ancora un elemento molto importante come Olivier Nkamouha, che potrà darci un aiuto in area molto consistente visto chi ha marcato durante la sua esperienza agli Europei. Sono sicuro che nel complesso potremo dare grandi soddisfazioni ai nostri tifosi».

Ecco Moore: «Sono molto soddisfatto del primo impatto e sono molto felice di aver trovato un allenatore come Kastritis… Io vengo da esperienze molto diverse e avere un coach che ti spinge ogni giorno a dare il massimo è molto bello. Penso che saremo una squadra “importante” sia in attacco che in difesa, vogliamo far vedere ai nostri supporter un basket che negli ultimi anni non hanno visto…».

Renfro sulla sua stagione, non positiva, alla Dinamo nella stagione 24/25: «L’anno scorso la curva di apprendimento è stata lunga e difficile, ho faticato ad adattarmi allo stile di gioco che veniva proposto. Ho fatto partite in cui ho dimostrato qualcosa, ma senza continuità, poi a gennaio è arrivato l’infortunio… Penso che quest’anno il tipo di gioco che ci viene proposto sia più adatto alle mie caratteristiche ed è anche per questo ho deciso di venire a Varese».

Moore sul valore della squadra: «Vediamo noi stessi tutti i giorni in allenamento, la squadra sta crescendo prendendo qualcosa dall’esperienza di ognuno. In alcuni momenti ci rendiamo conto che possiamo ambire a buoni risultati». Renfro sullo stesso argomento: «So bene come funziona il campionato italiano, ogni domenica è una battaglia: se metteremo insieme i tasselli del puzzle che stiamo provando a costruire potremo ambire a toglierci soddisfazioni».

Moore sul suo rendimento offensivo: «Finora nella mia carriera ho privilegiato il lavoro aggressivo, l’attacco del ferro e la creazione di un tiro fuori dagli schemi, però so che qui in Europa è necessario lavorare molto sul tiro da fuori. Penso di poter sfruttare entrambe le caratteristiche qui, ma so di dover migliorare il tiro stesso e le scelte con cui prenderlo. Cercherò comunque di essere utile alla squadra in ogni modo possibile, anche perché mai come in Europa ti accorgi che la pallacanestro è uno sport di squadra e su quello si lavora, mentre in America ci si basa molto di più sulle individualità. Penso che avventure come questa mi daranno quindi la possibilità di migliorarmi e ne ho avuto la conferma già in questo primo mese».

Renfro sulla difesa: «In questo tipo di difesa sento di poter dare il massimo, perché si privilegiano i cambi e io posso marcare dall’1 al 5 in tutte le situazioni. Poi posso vedere il gioco in campo e andare ad aiutare sugli scarichi e sui tiratori e anche questo fa parte dei nostri schemi. Ritengo insomma di essere nel posto giusto per le mie caratteristiche difensive».

F. Gan.


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