Non solo uno studio fotografico, ma anche un punto di riferimento creativo per tutto il territorio: non solo foto di eventi e cerimonie, ma anche iniziative dedicate ai ragazzi, progetti e workshop.
Sono questi gli obiettivi di Monica Burraschini titolare dello studio fotografico M Studio che verrà inaugurato sabato 30 agosto, dalle 16 alle 19, in via XXV Aprile a Besozzo, nel cuore del commercio del paese.
Qual è stato il percorso professionale che l'ha portata fino a qui?
Lavoro nella fotografia da oltre vent’anni: è una passione che è diventata professione e che mi ha permesso di raccontare storie di famiglie, eventi e aziende. Oggi porto avanti questa attività insieme al mio compagno Francesco e ci avvaliamo della collaborazione di professionisti che condividono la nostra idea e il nostro modo di lavorare. Con il tempo lo studio è cresciuto e ora siamo pronti ad accogliere i clienti in uno spazio più grande, pensato per offrire servizi foto e video ancora più curati. Ho iniziato a lavorare molto giovane nel campo della fotografia, dopo aver studiato grafica pubblicitaria. A Besozzo , con uno stage in un negozio storico, ho scoperto la mia strada e spinta dalla passione che mi ha trasmesso mio padre, ho scelto di trasformarla in professione. Nei primi anni ho collaborato con diversi studi della zona, finché ho deciso di diventare titolare di me stessa, avviando un’attività che, partita in condizioni molto modeste (con una fotocamera in prestito, un pc di seconda mano e un tavolino nel salotto di casa), è cresciuta nel tempo fino a diventare un punto di riferimento per il territorio.
La fotografia vissuta non solo come attività lavorativa quindi.
In questi anni ho fotografato centinaia di famiglie: ho visto nascere bambini, crescere generazioni, celebrare storie d’amore meravigliose e diventare parte integrante dei ricordi di chi ho conosciuto. Una crescita che è stata possibile anche grazie al mio compagno, Francesco, videomaker e fotografo, con cui ho potuto dare forma a progetti e collaborazioni che da sola non avrei potuto realizzare. Abbiamo preso parte a eventi anche a livello internazionale che hanno visto la partecipazione di personalità di rilievo in ambito politico, televisivo, sportivo, scientifico e culturale. Persone che abbiamo avuto la fortuna di fotografare andando oltre i nomi altisonanti, avendo la possibilità di raccontare le loro storie autentiche e il loro vissuto. Parallelamente collaboriamo con realtà no profit come Il Pezzettino (una comunità di accoglienza per bambini e ragazzi) e AGUAV (Associazione Genitori e Utenti Audiovestibologia Varese).
Oltre a quelli professionali ci sono anche progetti personali?
Accanto all’attività professionale porto avanti progetti personali: ho realizzato mostre con un forte intento comunicativo, spesso legato alla figura femminile, ai temi dell’accettazione di sé e della lotta contro la violenza sulle donne. Un’altra esperienza significativa è stata la creazione di un corso innovativo di fotografia per le scuole, dedicato ai ragazzi, incentrato sulla creatività, la sperimentazione e il divertimento. Da questo percorso è nato anche un libro, intitolato Fotografia Creativa, attualmente in lavorazione.
C'è qualche artista in particolare che l'ha ispirata e la ispira nel suo lavoro?
Un artista che ha segnato profondamente il mio percorso è Franco Fontana, con il quale si è instaurato un rapporto di reciproca stima che rappresenta per me una grande fonte di ispirazione. La mia ricerca fotografica però è frutto anche di tante contaminazioni e incontri con fotografi di spicco che ho avuto la fortuna di conoscere: tra questi, Maurizio Galimberti e suo figlio Giorgio, che hanno arricchito il mio sguardo e il mio modo di interpretare la fotografia.
Quali sono le aspettative per il nuovo studio che aprite a Besozzo?
Il nostro obiettivo è quello di far vivere lo studio come un punto di riferimento creativo sul territorio: non solo fotografia di eventi e famiglie, ma anche iniziative dedicate ai ragazzi, workshop e progetti speciali. Vogliamo che diventi un luogo vivo, dove si respira arte e si creano ricordi.
Quali consigli darebbe ad un giovane che vuole avviare un’attività come la sua?
Di non farsi spaventare dalle difficoltà, perché fanno parte del percorso. Serve tanta passione, costanza e la capacità di reinventarsi. Il consiglio più grande è credere davvero nella propria idea e metterci cuore e professionalità: quando c’è questo, i risultati arrivano.
Cosa rappresenta la fotografia per Monica Burraschini?
La fotografia è parte integrante della mia vita e ciò che sono non potrei esserlo senza di lei. Ogni progetto, ogni collaborazione mi ha fatto crescere non solo professionalmente ma anche umanamente. Cerco costantemente nuovi stimoli, nuove sfide e non smetto mai di mettermi in gioco, perché credo che sia l’unico modo per migliorarsi. La mia priorità resta sempre quella di essere al servizio delle persone che si affidano a me, offrendo il meglio di ciò che posso dare, con passione, cura e autenticità.




