Il Diario dei ricordi del Grand Hotel Campo dei Fiori si sfoglia che è un piacere, visto l’afflusso quotidiano di oltre 300 persone per vedere i cimeli dei collezionisti varesini riguardanti l’epoca d’oro del turismo sul monte, terminato con la chiusura dell’albergo nel 1968. La Festa della Montagna curata dagli Alpini, che chiuderà domani, come ogni anno fa ritornare l’attenzione sull’abbandono della cittadella liberty, con il grand hotel, la stazione della funicolare e il ristorante panoramico desolatamente chiusi, ma il FAI vigila e, come lo scorso anno, si ritaglia uno spazio virtuoso, allestendo una mostra piacevole e ricca, grazie ai contributi di storici collezionisti di memorabilia come Fausto Brianza, Massimo Desini, chi scrive, e lo stesso capo delegazione del Fai varesino, Marco Colnago.
«La mostra piace, anzi arrivano persone che possiedono cartoline, lettere o fatture con l’intestazione dell’albergo, ci hanno prestato perfino un lampadario di delicato disegno liberty, un tempo in una delle camere, e un listino prezzi del bar. Tutti fanno domande e ammirano il molto materiale cartaceo che abbiamo recuperato. Ci sono cartoline, antiche tessere della funicolare, posate e cocci di piatti del ristorante, le tavole del raro volume di Monneret de Villard riguardanti uno dei progetti del Sommaruga per l’hotel, uno stupendo pieghevole di fine ‘800 con il panorama delle Alpi, l’erinnofilo a colori dell’albergo, depliant turistici, un album francese dedicato alle funicolari con due pagine su quelle di Sacro Monte e Campo dei Fiori, e un grande manifesto che illustra le meraviglie turistiche della Varese che fu» racconta Colnago, autore con Giulia Pozzi e i collezionisti degli utilissimi pannelli esplicativi della mostra.
Non mancano i registri del grand hotel, e perfino la lettera, datata 1934, di un’amante arrabbiata, delusa dal compagno perché non ricambia le sue missive innamorate.
La mostra sarà visitabile anche domani, dalle 8.30 alle 12.30, e con l’occasione si potrà dare una sbirciatina a ciò che rimane della sontuosa maestà dell’edificio, depredato degli arredi e purtroppo anche deturpato nell’architettura dalle posticce scenografie realizzate per il film Suspiria girato da Luca Guadagnino nel 2017.
Il FAI, in collaborazione con il Borducan del Sacro Monte, ha altresì organizzato a giugno e luglio, oltre alle periodiche visite guidate al Grand Hotel, due eventi dedicati agli anni Venti, con dress code (quasi) obbligatorio, orchestrina jazz e grande rinfresco finale, un modo per ricordare i fasti di un luogo che un tempo accolse teste coronate e ricchi industriali estasiati davanti a un panorama che ha pochi eguali.











