Basket - 14 agosto 2025, 15:06

Bentornato "coach K": «Il derby contro Cantù? È un po' come Aris-Paok... Obiettivi? Impariamo a lavorare duro e poi vedremo dove saremo»

Rendez-vous con Ioannis Kastritis e i gm di Pallacanestro Varese all'Itelyum Arena, in attesa del raduno di lunedì pomeriggio. Tante le domande e le risposte sulla squadra costruita dal mercato e pronta a essere allenata dal greco. Manca ancora un tassello: «Non abbiamo fretta, ci muoveremo solamente quando troveremo il giocatore che cerchiamo»

Bentornato "coach K": «Il derby contro Cantù? È un po' come Aris-Paok... Obiettivi? Impariamo a lavorare duro e poi vedremo dove saremo»

Immaginare le evoluzioni di Nkamouha, le chiusure di Renfro, i miglioramenti di Assui e Librizzi, il contributo a rimbalzo di un esterno “fisicato” come Moore ... And so on…: è l'estate del basket e dello sport in generale, tempo di ombrelloni e di “giochi” predittivi che tali tuttavia dovrebbero rimanere, pena il rischio di doversi rimangiare quanto dichiarato appena il campo inizierà a sentenziare. 

Giocare con Ioannis Kastritis, però, è piacevole: quel sorriso stampato in volto che con i mesi si è allargato sempre di più, quell’attenzione a non fare mai con le parole passi che la gamba difficilmente sosterrà, quel suo essere “centro” del progetto accolto con responsabilità, coscienza, ma anche visibile felicità.

Bentornato coach, bentornata Varese. La Varese del verbo, in attesa di quella del gioco (lunedì pomeriggio il raduno, non aperto al pubblico). Tanto da dire in questo rendez-vous con l’allenatore greco schierato in mezzo ai gm Maksim Horowitz e Zach Sogolow: si parla di singoli, quelli definitivamente a roster da settimane, ma anche della pedina che ancora manca («sarà un difensore e un giocatore che sa giocare palla in mano e anche senza. Non abbiamo fretta»); si parla di chimica di squadra («vogliamo giocare un basket completo in ogni aspetto») e di giovani («è stato bello questa settimana stare con loro»), di calendario («L’inizio è difficile, ma mi aspetto che Varese impari a giocare a viso aperto contro tutti») e di derby («Varese-Cantù sarà come Aris Paok: ai miei amici ho detto di venire a trovarmi proprio per quella partita»).

Si parla di obiettivi, infine, ma stavolta - a differenza di un anno fa - la risposta è tanto più prudente quanto “spartana”, a onorare lo spirito e la forma mentis del condottiero biancorosso: «Siamo qui per lavorare duro e rispettare gli avversari. Ogni giorno daremo il nostro meglio e faremo il nostro massimo in ogni partita, facendo così, alla fine vedremo dove saremo»

Bene così. Per ora.

Ecco tutte le dichiarazioni del primo pomeriggio all’Itelyum Arena:

Sulla ricerca dell’ultimo giocatore: «È un processo costante che non si ferma mai, è il mercato che detta i tempi. Di sicuro continuiamo a cercare e valutare opzioni. Non stiamo aspettando nulla di specifico, ci muoveremo nel momento in cui troveremo il giocatore che vogliamo e che cerchiamo. Vogliamo un buon compagno di squadra che si incastri con il sistema. Ovviamente non vogliamo un non-difensore, mentre offensivamente cerchiamo un giocatore che ci dia qualcosa sia palla in mano sia off-the-ball».

Su come vorrà far giocare la squadra: «Proveremo a giocare un basket completo, la cui base sarà ovviamente l’approccio difensivo, ma non mi piace enfatizzarlo. Vogliamo giocare in un modo moderno, in entrambe le fasi. La difesa può darci il tempo che cerchiamo, può creare la chimica, può provare che tutti sono pronti a sacrificarsi e dimostrare che hanno piacere a essere qui. Ci fidiamo dei nostri giocatori e siamo pronti a dargli libertà, sempre sotto alcuni principi. Vogliamo alzare il pace e provare a segnare punti nella maniera più corretta possibile».

Ci sarà un ritorno ai playoff? «Siamo ottimisti, è così che dovremmo iniziare ogni anno, e il più delle volte funziona. Mi sento emozionato a iniziare, sono sicuro della cooperazione con lo staff e sono soddisfatto del gruppo. Siamo pronti. Siamo qui per lavorare duro e rispettare gli avversari. Ogni giorno daremo il nostro meglio e faremo il nostro massimo in ogni partita: facendo così, alla fine vedremo dove saremo».

Su Olivier Nkamhoua: «Siamo contenti di averlo con noi. Nei nostri piani potrà giocare da 4 o da 5, tirare da tre, mettere palla a terra, giocare interno, mettere fisicità. Questo ci dà versatilità in difesa e in attacco».

Su Renfro: «Ci porta molte cose, a partire dalla chimica di squadra. È reduce da una stagione difficile, perciò avrà motivazione extra. Porta protezione del ferro, aggressività in difesa e ha caratteristiche complementari a Nkamhoua».

Sui problemi della squadra dello scorso anno a livello di stazza: «Nella costruzione del roster abbiamo ovviamente considerato i problemi dello scorso anno. Nella pallacanestro moderna servono giocatori con fisicità, con taglia e con wingspan».

Su Moody: «Crediamo si incastri molto ben nel nostro backcourt. È un ragazzo che ha avuto buone stagioni in Grecia, e la sua esperienza è un valore che si aggiunge bene alla nostra cultura. Sarà molto importante per noi».

Sul suo lavoro con i giovani in questi giorni: «È stato bello, mi sono divertito. Mi piace lavorare con loro, portano in campo molto entusiasmo e posso dire che sono motivati nel migliorare».

Sulla conferma di Librizzi, Alviti e Assui: «Siamo molto soddisfatti. Abbiamo parlato con loro alla fine della stagione, prima di fare ogni mossa sul mercato. La priorità era tenerli, per la loro personalità e per il loro talento. Siamo molto felici».

Su Assui: «Ha finito molto bene la stagione scorsa. Ora sarà più fiducioso e pronto a migliorare ancora, senza pressione extra. È ancora giovane, ci dobbiamo fidare della sua etica di lavoro».

Sul calendario e sul campionato: «L’inizio di stagione non sarà facile, sono d’accordo, ma è tutto il campionato a essere difficile. La cosa più importante per noi è trovare la nostra chimica da subito, provare a essere competitivi e a vincere contro chiunque. Ma senza sottovalutare nessuno».

Il suo messaggio ai tifosi: «Non vediamo l’ora di rincontrarvi. Sono emozionato di iniziare, lo saranno anche i nostri giocatori quando capiranno cosa significa giocare per Varese: lavoreremo duro ogni giorno per rappresentare al meglio la squadra».

Sul derby contro Cantù: «Alcuni amici mi hanno chiesto quando venire a trovarmi. Ho guardato il calendario e gli ho detto di venire quando c’è Varese-Cantù. Gli ho detto che è come Aris-Paok…».

“Palla” ai Gm sulla mancata partecipazione alla Fiba Europe Cup: «E’ ovvio che noi avremmo voluto parteciparvi. Arrivare a giocare in Europa è un nostro obiettivo, uno step di crescita al quale vogliamo portare il club e la presenza del coach qui lo testimonia. Sappiamo, però, che per farlo serve fare un grande campionato in Italia: le nostre forze e il nostro lavoro vanno in quella direzione».

Lorenzo D'Angelo e Fabio Gandini


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