Siamo abituati a vederlo a lato dell’Arco Mera, sotto il portico, lui e la sua fisarmonica. Si chiama Konstantin, ha 55 anni e viene da Bucovina, luogo cuscinetto tra Romania e Moldova, ma ormai è varesino, perché da anni suona lì, in ogni stagione dell’anno, seduto o in piedi, artista di strada per scelta, ma professore di fisarmonica che ha studiato in Conservatorio e suonato con diversi ensemble non solo in Italia. Ha il suo permesso, rilasciato dal comune, e alla fine della giornata raccoglie le monete che la gente gli lascia nella custodia della fisa, perché i 5 e i 10 euro sono rari.
Lui suona un po’ di tutto, ha approfondito il folklore musicale, e ci fa ascoltare musica balcanica, evergreen, manouche, swing, musette francese e anche un po’ di bossanova, non tralasciando il tango argentino e qualche canzone italiana.
La sera Konstantin lascia la sua fisarmonica alla bottega di Maria Rosa e Luciana Cantù e torna a dormire all’Albergo Stelvio, dove si paga a fatica una stanza. Ora una signora, che vuole restare anonima e si ferma spesso a parlare con lui, si è accorta che da qualche tempo qualcosa non va, Konstantin è dimagrito moltissimo e non sta bene, ma non ha soldi per farsi curare e si sta lasciando andare, e lo si capisce dalla musica che suona, non più perfetta come prima.
VareseNoi lancia un appello, affinché qualcuno si faccia avanti per dargli una mano, trovargli un alloggio e soprattutto la possibilità di curarsi. Chi è interessato può scrivere alla nostra redazione (redazione@varesenoi.it), ogni proposta sarà bene accetta, per aiutare chi da tanti anni ci allieta senza domandare nulla.




