Varese - 27 luglio 2025, 18:08

Stasera alle 22 anche Varese "diserta il silenzio" per Gaza. Il sindaco Galimberti: «Iniziativa simbolica di profonda vicinanza»

Anche nel capoluogo approda la mobilitazione nazionale "Ultimo giorno di Gaza": 5 minuti di rumore con bandiere, clacson, pentole e trombette in piazza Monte Grappa dalle ore 22 di oggi, domenica 27 luglio. L'appello alla premier Meloni per «l'immediato riconoscimento nazionale dello Stato di Palestina» da parte di 34 ambasciatori in pensione ed ex direttori politici alla Ue e alla Nato, in Cina, Regno Unito e Russia

Bandiere della Palestina in piazza Monte Grappa: stasera alle 22 la manifestazione "disertiamo il silenzio" nel cuore di Varese. Cinque minuti di rumore per «unire le nostre sirene, i clacson, le nostre campane alle sirene delle ambulanze di Gaza»

Bandiere della Palestina in piazza Monte Grappa: stasera alle 22 la manifestazione "disertiamo il silenzio" nel cuore di Varese. Cinque minuti di rumore per «unire le nostre sirene, i clacson, le nostre campane alle sirene delle ambulanze di Gaza»

Anche Varese, assieme ad altre città italiane e comuni e parrocchie della provincia di Varese, aderisce alla campagna "Gaza muore di fame: disertiamo il silenzio", iniziativa che fa parte della mobilitazione nazionale "Ultimo giorno di Gaza" (leggi QUI).  L’idea degli organizzatori è quella di mobilitare tutta la penisola, da Trapani a Bolzano, per «unire le nostre sirene e le nostre campane alle sirene delle ambulanze di Gaza».

«Iniziativa simbolica ma che denota un sentimento di profonda vicinanza da parte di tutti i territori del Paese» commenta il sindaco del capoluogo, Davide Galimberti.

Questa sera alle 22 il momento clou si terrà in piazza Monte Grappa, così come in tutta Italia quando suoneranno tutte le campane e le sirene di chi ha aderito a questa manifestazione simbolica. Da quell'ora per 5 minuti gli automezzi gireranno intorno all'aiuola centrale sventolando la bandiera palestinese e suonando i clacson, mentre tutti i presenti faranno rumore battendo su pentole o suonando trombette.

«Imiteremo per 5 minuti i tifosi sportivi, ma stavolta per sostenere giustizia e libertà dei palestinesi - le parole degli organizzatori - Non possiamo stare a guardare mentre in enorme numero esseri umani imprigionati continuano a morire di bombe e di fame, abbandonati: se non lo facessimo la nostra coscienza, la storia e i nostri figli ce ne chiederanno ragione».

«L'immediato riconoscimento nazionale dello Stato di Palestina»: è l'appello contenuto in una lettera aperta alla premier Giorgia Meloni firmato da 34 ambasciatori in pensione, tra cui ex direttori politici, ex ambasciatori alla Ue e alla Nato, in Cina, Regno Unito e Russia. «Ci sono momenti nella storia in cui non sono più possibili ambiguità né collocazioni intermedie. Questo momento è giunto per Gaza - viene sottolineato nell'appello  - Ormai da molti mesi non ci sono più giustificazioni possibili o argomentazioni convincenti sulla condotta delle operazioni militari israeliane a Gaza. Gli esecrabili attacchi di Hamas del 7 ottobre 2023 non hanno più alcuna relazione, né quantitativa né qualitativa, con l'orrore perpetrato nella Striscia da Israele nei confronti della stragrande maggioranza di civili inermi, che non ha nulla a che vedere con il diritto di Israele all'autodifesa - denunciano - e che non è affatto improprio qualificare in termini di pulizia etnica, mentre la Corte Internazionale di Giustizia esamina gli estremi del genocidio».

Redazione

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