Varese - 13 luglio 2025, 11:25

FOTO. La magia del Grand Hotel Campo dei Fiori torna per una sera: con il Fai rivive l'epoca d'oro di Varese

La "gran soiree" organizzata dal Fondo per l'ambiente italiano ha portato sabato sera una sessantina di persone a ripercorrere atmosfere e fasti di una tra le gemme architettoniche più affascinanti di Varese. Un tour in un pezzo di storia del nostro territorio

«Feste, balli, fantasia, è il ricordo di sempre...». Chiunque abbia visto il cartone animato Anastasia si ricorderà di questa canzone. Una canzone che fa da sfondo alla scena in cui lei rivive il passato, immaginandosi la sala del palazzo pieno di persone, di musica, pronto a tornare ai fasti del tempo che fu.

Ecco, questa era l'atmosfera che si respirava ieri, sabato 12 luglio, in occasione della Gran Soiree al Grand Hotel Campo dei Fiori, una tra le gemme storiche più affascinanti di Varese. Una struttura nata per essere il luogo di villeggiatura della nuova borghesia di inizio Novecento e che ieri è diventato per la seconda volta in poche settimane il palcoscenico di un evento speciale per rivivere la magnificenza e il fasto del passato, con una panoramica dalle origini a oggi.

L’inaugurazione di un'epoca
Il Grand Hotel Campo dei Fiori aprì ufficialmente le sue porte il 22 giugno 1912, un traguardo che segnò l'inizio di una nuova era per Varese, meta prediletta della nuova borghesia in cerca di relax e di eleganza. Anche la scelta della location non fu casuale: si pensò di costruire un hotel che potesse diventare un simbolo di lusso e raffinatezza, in una zona di montagna, facile da raggiungere. Il progetto, ideato nel 1908 e successivamente modificato, prevedeva una struttura imponente che potesse accogliere i viaggiatori provenienti da tutta Europa, in cerca di una vista mozzafiato e di un ambiente esclusivo.

La grandezza del progetto si riflette ancora oggi nella sua architettura. La struttura, progettata con uno stile liberty arricchito da influenze futuriste, è famosa per la sua forma che sembra scagliarsi dal terreno, un vero e proprio "monumento" che nasce dalla roccia circostante, come se volesse integrarsi perfettamente con la natura, senza mai distogliere l'attenzione dalla sua imponenza.

Negli anni '20 e '30, il Grand Hotel divenne il ritrovo di personalità illustri, tra cui membri delle case reali europee. Il fascino del luogo attrasse anche gli artisti e i letterati, in cerca di ispirazione nelle sue stanze eleganti e nei panorami mozzafiato che si potevano ammirare dalla terrazza.

Purtroppo, con la Seconda Guerra Mondiale e il successivo declino del turismo, il Grand Hotel inizia lentamente a perdere la sua clientela. Nonostante i tentativi di rinnovamento, l'hotel chiude definitivamente i battenti nel 1967-1968, diventando uno dei tanti simboli del cambiamento che ha travolto il mondo dell'ospitalità e del turismo.

La storia attraverso i locali
Durante il tour, attraverso i locali ad oggi agibili e sotto la guida dei volontari FAI, il pubblico si è avventurato alla scoperta di un luogo ricco di storia e di storie, a partire dal grande ingresso del Bernasconi alla cucina, che per anni ha servito i piatti raffinati agli ospiti dell'hotel a qualsiasi ora del giorno e della notte - la cucina attuale, in realtà risale agli anni '50-'60, periodo in cui l'hotel continuava ad offrire un servizio di alta classe, rinnovando gli spazi e migliorando le tecniche gastronomiche per rispondere alle esigenze di una clientela sempre più esigente.

Ciak...Suspiria
Dopo un rapido giro nell'ingresso "ufficiale" dell'hotel, la guida ha condotto i partecipanti attraverso alcuni locali, tra cui una tra le stanze destinate agli ospiti reali, che sono stati attrezzati nel 2018 per essere il set del remake di Suspiria di Luca Guadagnino.
In alcuni punti, infatti, si notano ancora le tracce del passaggio della troupe cinematografica, dai pavimenti alle luci, a parti della scenografia, ma ciò rende l'hotel ancora più interessante e, per certi versi, misterioso.

Il Salone delle Feste
Dalla reception, centro nevralgico di ogni hotel, gli ospiti hanno raggiunto l'ultima tappa del tour, il punto di ritrovo per eccellenza: il salone delle feste, con i suoi lampadari in ferro battuto e le finestre che restituiscono l’incanto di una vista che, oggi come un secolo fa, affascina chiunque. Ieri sera, i circa 60 ospiti non hanno fatto solo da spettatori, ma sono stati veri e propri protagonisti di un perfetto ricevimento elegante e raffinato. Con un'orchestra che ha suonato le note di una volta e un servizio impeccabile offerto dal Caffè al Borducan, gli ospiti, nei loro abiti tra paillettes, frange e papillon, sono stati trasportati indietro nel tempo e hanno provato, anche se solo per qualche ora, cosa significasse essere ospiti del Grand Hotel Campo dei Fiori.

La storia di un luogo non si misura solo dai mattoni e dalle mura che lo sostengono, ma anche dall'atmosfera che riesce a trasmettere. Per questo il Grand Hotel Campo dei Fiori è più di un semplice edificio storico: è un testimone di un'epoca che ha segnato il passo del tempo in Varese e in tutta Europa. La sua storia è fatta di innovazione architettonica, di lusso e di eleganza, ma anche di cadute e rinascite. Oggi, grazie a eventi come quello di ieri sera, possiamo ancora respirare l’aria di un passato che non smette di affascinare.

Giulia Nicora

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