Economia - 10 giugno 2025, 07:00

Claudio Patuto non solo arte per la musica ma patrimonio da conservare

Claudio Patuto non solo arte per la musica ma patrimonio da conservare

Per Claudio Patuto, la musica non è solo un’arte da ascoltare, ma uno spazio da abitare: un luogo dove l’anima si ritrova, guarisce e si riconosce. Nato a Benevento nel 1980, Patuto è un artista che si muove con agilità tra pianoforte e fisarmonica, tra la disciplina classica e la sperimentazione contemporanea. La sua musica è un ponte che collega epoche, culture e vissuti, costruita tanto sul virtuosismo quanto su una profonda sensibilità.

La sua è una storia che inizia a Benevento, radicata in due strumenti dall'anima complementare. Da un lato il pianoforte, simbolo della tradizione colta occidentale; dall'altro la fisarmonica, voce del popolo ma capace di raggiungere vette di straordinaria raffinatezza. La sua formazione è solida e appassionata: si diploma in Pianoforte con il massimo dei voti al Conservatorio “Lorenzo Perosi” di Campobasso, per poi specializzarsi con lauree in Discipline Musicali e in Didattica, che ne delineano la doppia vocazione di musicista e pedagogo.

L'incontro con la fisarmonica, coltivato sotto la guida di maestri di fama internazionale, plasma la sua seconda identità musicale. Il risultato è un linguaggio personalissimo, dove la melodia e la tecnica dialogano con profondità e mondi apparentemente distanti si fondono. Questa versatilità lo porta a esibirsi con la stessa naturalezza nei recital solistici, nei teatri, nelle rassegne di musica da camera e nelle piazze, lasciando sempre un'impronta riconoscibile.

La sua discografia è un viaggio stilistico ed emozionale. Album come Listening (2021), un'unica, lunga traccia che è una vera e propria narrazione interiore, o titoli evocativi come Istanti Sospesi, Tempesta Silenziosa e l'atteso Riflesso Notturno (2025), rivelano una ricerca artistica intima e delicata. Parallelamente, Patuto porta avanti un dialogo costante con i grandi maestri del passato, interpretando con rispetto e originalità Bach, Chopin, Schumann e molti altri.

Nel suo repertorio convivono composizioni originali di grande successo – come Taranfisa, una tarantella per fisarmonica che ha superato le 100.000 visualizzazioni su YouTube – e riletture di brani celebri, da Summertime di Gershwin a La Califfa di Morricone. Le collaborazioni sono un altro capitolo fondamentale del suo percorso. Spicca il sodalizio con il clarinettista Antonio Arietano, con cui forma il duo Atmosfere Sonore. Insieme esplorano un universo sonoro che spazia dal jazz alla musica sacra, dal klezmer al tango, come testimonia il loro album omonimo del 2020.

Ma è dal vivo che la sua musica trova la dimensione più piena. Le sue performance, da solista o in progetti collettivi come I SUPER KING, non sono mai semplici esibizioni, ma esperienze immersive. Che si trovi in un teatro, in una chiesa o in una piazza, ogni concerto diventa un momento di condivisione emotiva, un respiro unico tra artista e pubblico. Non a caso, dopo un suo recital, il suo pianoforte è stato definito "una chiave dorata capace di sbloccare memorie sepolte".

La sua passione per la musica non si ferma al palco, ma entra nelle aule. Come docente, ha sviluppato metodi didattici innovativi che uniscono teoria, creatività e logica, rendendo la musica uno strumento di crescita accessibile e stimolante per i più giovani. Per lui, insegnare significa trasmettere valori e favorire connessioni profonde.

In un'epoca di ascolto spesso distratto, l'arte di Claudio Patuto è un invito a fermarsi e a sentire con tutto il corpo. Artista, compositore e insegnante, Patuto è un musicista completo che testimonia la potenza della musica come linguaggio universale. In un mondo frammentato, la sua arte risuona come un'armonia che resta, una promessa di bellezza e di senso.








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