Territorio - 22 febbraio 2025, 07:54

Vertice tra Italia e Svizzera, un gruppo di lavoro per il centro migranti di Fornasette

Incontro tra autorità per discutere la trasformazione dell'ex caserma dei Carabinieri in centro di accoglienza per richiedenti asilo. In caso di necessità si accoglieranno massimo di 16 migranti

Vertice tra Italia e Svizzera, un gruppo di lavoro per il centro migranti di Fornasette

(da LuinoNotizie.it) Ieri mattina, venerdì 21 febbraio, si è tenuto a Varese un incontro tra le autorità italiane e svizzere per affrontare la questione della trasformazione dell’ex caserma dei Carabinieri di Fornasette, situata al confine tra Italia e Svizzera, in un centro di accoglienza per richiedenti asilo.

Alla riunione hanno partecipato, tra gli altri, il prefetto di Varese, Salvatore Pasquariello, il consigliere di Stato del Canton Ticino, Norman Gobbi, il sindaco di Luino, Enrico Bianchi, e il sindaco di Tresa, Piero Marchesi.

Durante l’incontro, è stata decisa l’istituzione di un gruppo di lavoro internazionale che seguirà da vicino lo sviluppo del progetto. Questo gruppo sarà composto da rappresentanti della Prefettura di Varese, del Canton Ticino e dei Comuni di Luino e Tresa, con la partecipazione sia del sindaco di Luino che di un capogruppo di minoranza del consiglio comunale. L’obiettivo principale è garantire un costante scambio di informazioni e una collaborazione efficace tra le diverse istituzioni coinvolte.

Il prefetto Pasquariello ha sottolineato che, sebbene i lavori di ristrutturazione della struttura stiano proseguendo, l’effettiva destinazione dell’ex caserma come centro di accoglienza dipenderà da vari fattori, tra cui la disponibilità di alternative e l’andamento degli sbarchi di migranti, in base alle indicazioni del Viminale. Ha inoltre evidenziato l’importanza di lavorare insieme per affrontare le legittime preoccupazioni espresse dalle comunità locali sia italiane che svizzere.

Da parte svizzera, il consigliere Norman Gobbi ha espresso apprezzamento per la trasparenza dell’incontro e ha rilevato che l’apertura del centro non sarebbe imminente. Tuttavia, ha manifestato preoccupazione riguardo alla possibilità che, con la sospensione degli accordi di Dublino da parte dell’Italia, possano sorgere difficoltà nel rimpatriare eventuali migranti che attraversassero il confine in modo irregolare.

Dal canto suo il sindaco di Tresa, Piero Marchesi, ha ribadito l’importanza di affrontare le preoccupazioni dei cittadini attraverso un dialogo costruttivo e ha sottolineato che il gruppo di lavoro si occuperà di tutti gli aspetti legati alla situazione. Ha inoltre evidenziato la necessità di monitorare attentamente l’evoluzione del progetto per garantire la sicurezza e il benessere della comunità locale.

Enrico Bianchi, sindaco di Luino, ha definito l’incontro molto chiarificatore e ha criticato coloro che cercano di diffondere timori infondati tra la popolazione. Ha assicurato che i migranti eventualmente ospitati a Fornasette saranno persone già monitorate e selezionate, e ha dichiarato la disponibilità dell’amministrazione comunale a gestire la situazione con responsabilità e attenzione.

Andrea Pellicini, consigliere comunale di Luino e deputato di Fratelli d’Italia, ha espresso forte perplessità sulla trasformazione dell’ex caserma in centro di accoglienza. Ha evidenziato come la struttura sia nata come presidio di sicurezza e che il suo utilizzo per ospitare richiedenti asilo non sia adeguato. Ha poi sottolineato la vicinanza dell’edificio a case isolate, una preoccupazione per i residenti della zona. Ha inoltre menzionato la relativa prossimità alle scuole superiori del territorio, frequentate da studenti minorenni, e il rischio che la Svizzera possa decidere di chiudere la dogana di Fornasette durante le ore notturne. Un ulteriore punto critico riguarda le condizioni strutturali dell’edificio, che dispone attualmente di soli due bagni ed è dotato di una fossa biologica non collegata alla rete fognaria.

Il prefetto Pasquariello ha tuttavia chiarito che l’ex caserma sarà utilizzata solo in caso di necessità, qualora negli altri centri di accoglienza della provincia non fosse possibile ospitare ulteriori migranti. La decisione di limitare a 16 il numero massimo di migranti accolti nella struttura rappresenta un elemento chiave emerso durante l’incontro. Questa scelta mira a evitare un afflusso eccessivo e a facilitare l’integrazione dei richiedenti asilo nella comunità locale, rispondendo alle preoccupazioni espresse sia dalle autorità svizzere che dalla popolazione residente nelle zone di confine.

Il gruppo di lavoro internazionale avrà il compito di monitorare l’avanzamento dei lavori di ristrutturazione, valutare l’idoneità della struttura e definire le modalità di gestione del centro. Inoltre, si occuperà di sviluppare strategie per prevenire eventuali attraversamenti irregolari del confine e per garantire la sicurezza sia dei migranti che dei residenti locali.

La prossima riunione del gruppo di lavoro è prevista per il 20 marzo, data in cui si attendono ulteriori aggiornamenti sul progetto e sulle misure adottate per affrontare le criticità emerse. Nel frattempo, le autorità coinvolte continueranno a collaborare strettamente per assicurare una gestione efficace e condivisa della situazione, nel rispetto dei diritti dei richiedenti asilo e delle esigenze delle comunità locali.

Agostino Nicolò da LuinoNotizie.it

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