Varese - 26 dicembre 2023, 22:03

Ciao Ettore, radunavi in poche righe l'essenza dello sport e della vita. Non hai avuto bisogno di essere un eroe per conquistarci

Se ne è andato a 95 anni Ettore Pagani, corrispondente della Gazzetta dello Sport dal 1947 al 2002 e avvocato varesino. Il ricordo di Andrea Confalonieri e Filippo Brusa, cresciuti grazie a lui nella sala stampa al Franco Ossola e sull'erba dell'ippodromo

Ettore Pagani in una foto gentilmente concessa da Filippo Brusa (sotto in foto con lui nell'amato ippodromo)

Ettore Pagani in una foto gentilmente concessa da Filippo Brusa (sotto in foto con lui nell'amato ippodromo)

È arrivato ovunque, perfino al nostro cuore, con la sua determinata garbatezza. Asciutto eppure affilato, affettuoso senza essere invadente con quel passo andante difficile da reggere allo stadio, al palazzetto, all'ippodromo, nel suo studio, nelle vie del centro, negli incontri casuali o in quelli ufficiali della sua Varese. 

Ettore Pagani se ne è andato oggi a 95 anni: andavamo a cercare la sua firma da corrispondente sulla Gazzetta dello Sport sotto il tabellino del Varese o della Pallacanestro Varese sapendo di trovare soltanto la verità dei fatti, asciutta, ridotta all'osso dagli spazi che gli concedevano eppure così assoluta. Radunare in poche righe il cuore di una partita: Ettore ci è sempre riuscito.

Eravamo entrati nel suo studio l'ultima volta quando la nostra strada si separò dal quotidiano La Provincia di Varese: in cinque minuti ci disse esattamente cosa fare e a chi rivolgerci perché difendendo fino alla fine l'anima del giornale, non restasse ferita o uccisa anche la nostra dignità. Aveva sempre la strada maestra da indicare, mai una scorciatoia o una parola di troppo o fuori luogo: lasciava il segno profondendo competenza, ma senza esibirla, con quell'ossuta delicatezza che, però, non permetteva un'ultima parola dopo la sua.   

Si interessava delle persone, non si fermava all'apparenza, sosteneva chi si trovava con naturalezza sotto la sua ala - questione di feeling - senza neppure averlo invitato. Era un punto, non una virgola. Un foglio rosa nella vita spesso grigia. Un po' amico, un po' padre, un po' complice, un po' tutto. 

Ettore non ha avuto bisogno di essere un eroe per conquistarci. 

Andrea Confalonieri

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Ettore, il nome dell’eroe troiano che tiene testa ad Achille e che si chiama così non a caso (Ettore è colui che resiste). Da ragazzo era in sella la mattina alle scuderie Olona insieme a Pinuccio Molteni. Studente di giurisprudenza, ha firmato sulla Gazzetta interrottamente dal 1947 al 2002.

Sapevi tutto del Varese, del calcio più bello di questa città, della nostra pallacanestro che ha dettato legge in tutto il mondo. E di tutto lo sport fiorito nella Città Giardino.

I cavalli li abbiamo tenuti nel cuore insieme in quel libro che mi hai onorato di poter firmare insieme a te, insegnandomi tanto.

Cavalca lassù con gli amici di un tempo, quelli con cui condividevi le mattine gelide in scuderia quando l’erba del nostro ippodromo era la più soffice e verde del mondo.

Ciao Ettore e grazie per avermi tenuto con te quella volta, indicandomi la via…
Filippo Brusa

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Ai figli Mauro, Roberta e Laura le condoglianze di VareseNoi e di tutti coloro che hanno voluto bene al loro grande papà.

Andrea Confalonieri e Filippo Brusa

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