Lettere - 25 ottobre 2023, 15:30

«"Giorgia contro il resto del mondo" e quella narrazione che oscura le notizie. E trasforma le mancanze in grandi successi»

La riflessione dell'assessore varesino Roberto Molinari: «Decantano successi virtuali ma si scollano dalla realtà e dai bisogni quotidiani. Vedi gli oltre 6 milioni di poveri in aumento, la rinuncia alle cure mediche per problemi economici o l'impossibilità di alcuni di arrivare alla terza settimana del mese con la propria retribuzione. Perché nessuna risorsa per il sostegno affitti nella proposta di legge finanziaria e il taglio di risorse agli enti locali per 600 milioni?»

«"Giorgia contro il resto del mondo" e quella narrazione che oscura le notizie. E trasforma le mancanze in grandi successi»

Riceviamo e pubblichiamo questa riflessione sul governo Meloni dall'assessore varesino ai Servizi Sociali, Roberto Molinari.

Probabilmente c'è qualcosa che mi sfugge. O forse non sono abituato alla realtà virtuale. O forse ancora non sono abituato ad una narrazione che trasforma tutto nel “Giorgia contro il resto del mondo”.

Mi spiego. Qualche giorno fa abbiamo assistito dai Tg nazionali ad un evento che riguardava i “grandi successi” riportati dal Governo Meloni. Si trattava di una kermesse di FdI ad un anno dall'insediamento della loro leader al Governo e a cui avrebbe dovuto anche partecipare la Presidente del Consiglio.

La Meloni, tuttavia, di rientro dall'Egitto e da Israele ha rinunciato ad essere presente fisicamente tra i suoi e si è limitata ad intervenire con un video.

La kermesse è stata tutta improntata, come scrivevo, ad illustrare i “grandi successi” del Governo e ampio uso è stato fatto della retorica onde per cui tutti i guasti del Paese sono da imputare alla sinistra e a chi c'era prima della Meloni, ma quello che più mi ha colpito sono stati alcuni passaggi del messaggio video della Premier.

“Giorgia” contro il resto del mondo. Insomma, tutti la attaccano, tutti la vogliono vedere sconfitta e tutti lavorano contro di lei con fandonie, fake e complotti magari fatti da compagni di cordata politica, anche se il termine “compagni” proprio non si addice.

Al di là delle vicende personali che personali devono rimanere e che non devono riguardare la politica a me sembra che ancora una volta la retorica, la narrazione e la volontà di apparire come i “più bravi del pianeta” abbia un tantino messo in ombra una serie di notizie, ma forse questo era il vero intento, che ci riguardano da vicino alla luce dell'inizio del cammino della prossima finanziaria.

Innanzitutto una notizia che spesse volte passa in secondo piano nelle cronache giornalistiche. In Italia abbiamo oltre 6 milioni di poveri e nel corso degli ultimi anni questi sono andati ad aumentare. Secondo aspetto che spesso sfugge. Gli italiani rinunciano alle cure mediche per problemi economici e anche chi ha un lavoro non arriva alla terza settimana del mese con la sua retribuzione.

L'attuale proposta di legge finanziaria contiene in se l'idea di un abbassamento delle tasse (irpef), della riduzione del cuneo fiscale e del mantenimento della flat – tax.

Bene, appare strano, ma per finanziare questi interventi il Governo ha deciso di farlo a debito. Con queste misure certamente si porteranno più soldi in tasca ai lavoratori, (non molti a dire il vero), ma per farle ci si fa dare soldi in prestito e su questo ci pagheremo anche tassi di interesse non proprio bassi.

Ma nella attuale proposta ci sta anche qualche altra perla interessante fermo restando il fatto che per oggi siamo a commentare solo dei titoli. Innanzitutto non ci sono, cosa richiesta a gran voce da tutti i sindaci italiani, risorse per il sostegno affitti.

L'anno passato oltre 300 milioni previsti dal Governo Draghi erano stati cancellati con un tratto di penna dalla Meloni mettendo in gravissima difficoltà i Comuni tutti che su queste somme fanno le politiche di contenimento degli sfratti. Bene anche quest'anno zero. Ma non solo. Il fondo disabilità con i suoi 350 milioni che è in attesa dei decreti attuativi per poterli spendere è stato azzerato. E non si sa se verrà ripristinato. E per non farci mancare nulla, è di oggi la notizia che alle regioni si chiede un taglio di spesa di 350 milioni, ma soprattutto si tagliano le risorse agli Enti Locali per ben 600 milioni.

Come scrivevo all'inizio di questo mio contributo c'è qualcosa che mi sfugge nella logica di questo Governo. I comuni sono il baluardo, sono la prima linea di frontiera che sostiene l'esistenza dello Stato e sono il primo luogo a cui si rivolge il cittadino in difficoltà. Ebbene, questo Governo, dopo aver tagliato la spesa sociale, dopo aver ridotto il rdc con furore “iconoclasta” senza neanche rendersi conto di quale utenza fa parte di questa categoria di percettori, dopo aver limitato ai minimi termini nel corso del 2023 il sostegno ai Comuni di fronte all'esplodere delle spese energetiche, rispetto al precedente deciso intervento del Governo Draghi, dopo aver disatteso anche le richieste di tante e tante categorie e associazioni rispetto ai 400 decreti attuativi che ancora mancano, dopo non aver risolto un problema che sia un problema, salvo l'essersi interessati con forza di tutelare tassisti e balneari, ora non trova altro che massacrare i comuni tagliando loro ancora risorse?

A me pare che a Roma ci sia un'aria strana. Un'aria che, quando si assumono determinati ruoli, ti porta ad uno scollamento rispetto alla realtà e ai bisogni quotidiani, ma soprattutto ti porta ad abbracciare una realtà virtuale che ti fa vivere in un mondo parallelo dove, appunto, le mancanze diventano i “grandi successi” di una nuova era e quando devi far quadrare i conti guardi sempre a quelli che stanno sotto. Ai comuni e, spiace scriverlo, ai poveri facendo “macelleria sociale” e nascondendo la cosa sotto la voce “razionalizzazione”, dando il “contentino”, come nel caso della famosa carta acquisti solidale “Dedicata a te”, quella dei 40 euro al mese alla famiglia di tre persone, imponendo altresì che non possa acquistare pesce surgelato, ma solo quello fresco, alla faccia del risparmio.

Mah c'è qualcosa che non capisco. Ma forse mi sbaglio.

Roberto Molinari
Assessore ai Servizi Sociali
Comune di Varese


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