«Il panorama dell’emergenza cinghiali nella provincia di Varese è emerso chiaramente nel corso del tavolo provinciale sulla sicurezza la scorsa settimana a Luino convocato dal Prefetto di Varese nell’affrontare la questione della peste suina. Le istituzioni regionali e nazionali unitamente devono operare per valorizzare la preziosa figura del cacciatore selettore, ampiamente formato in questo ambito».
A comunicarlo in una nota congiunta sono Emanuele Monti, presidente della Commissione Welfare del Consiglio regionale e il deputato varesino della Lega Stefano Candiani.
«E’ necessario valorizzare le squadre di cacciatori presenti sul nostro territorio – ha proseguito Monti – che oltre alla preziosa attività di selezione sono impegnati nella viabilità montana e aiutano la polizia provinciale nelle attività di controllo; al Prefetto ho proposto, di concerto con l’Assessore Bertolaso, di attivare progettualità sul recupero degli ungulati feriti sulle strade che sono causa di circa un incidente al giorno nella nostra provincia».
Sono 2300 gli abbattimenti in caccia collettiva nel 2022 e 2021 nella sola ATC1 Varese, 550 nel biennio in selezione, con un ritmo di circa 100 abbattimenti per settimana e che ha permesso di recuperare una situazione molto grave di esplosione demografica legata al periodo pandemico.
«L’operato dei nostri cacciatori è molto importante – aggiunge l’onorevole Candiani- le Istituzioni nazionali e regionali devono sostenere questa attività a tutela anche delle nostre aziende agricole che ogni anno registrano gravi danni economici a causa dei cinghiali. Occorre sensibilizzare tutti gli enti ad una maggiore flessibilità negli ambiti parco e nelle aree di oasi anche al fine di porre un freno alla diffusione della peste suina».
«Il nostro impegno – sottolineano Monti e Candiani – è quello di lavorare con tutte le parti interessate per implementare queste proposte e garantire soluzioni efficaci e durature, evitando di semplificare il problema con proposte non soddisfacenti, come l’estensione del periodo di abbattimento. Occorre piuttosto stanziare risorse adeguate per valorizzare il ruolo regolatorio della selvaggina invasiva, offerto con competenza dai nostri cacciatori».




