«Questo progetto è consumo di aree verdi mascherato da rigenerazione urbana: cosa c’entrano cinque campi coperti da padel gestiti da un privato con il quartiere di San Fermo? Ha senso snaturare un quartiere per inseguire la moda del momento e costruire l’ennesimo impianto per il Padel?»: va all'attacco Marco Bordonare, segretario della Lega di Varese e residente a San Fermo sulla questione "polo sportivo" di via Pergine.
La Lega, si sottolinea in una nota, aveva già contestato in Consiglio Comunale la scelta di costruire i campi da padel attraverso il capogruppo Barbara Bison. «Ora che il progetto entra nel vivo, la polemica anche nel quartiere si fa più accesa» fanno notare dalla Lega.
«La strategia è sempre la stessa: viene impostato un percorso di finta partecipazione con gli abitanti del quartiere per poi imporre ciò che interessa di più alla giunta» continua Bordonaro. «Qui ci sono anche interessi privati di chi gestirà per 30 anni i campi da padel - aggiunge il segretario cittadino del partito - soggetto che per ora è ignoto così come non sappiamo come sia stato individuato: serve chiarezza e trasparenza su questo punto. Daremo battaglia su questo, così come su tutta questa impostazione che se ne frega dei cittadini e dei quartieri».
«Inoltre - aggiunge ancora Bordonaro - la scomparsa dei campi polifunzionali utilizzati oltre che dai cittadini per calcio, softball, cricket andrà a sovraccaricare gli altri campi comunali della città, come quello di via Sette Termini, che però a differenza dei primi è posto in un’area densamente abitata e creerebbe seri problemi un utilizzo intensivo per eventi sportivi».
«San Fermo ha bisogno di tutt’altro e non merita di essere massacrata approfittando della sua fragilità - la conclusione - Questi progetti sono fatti da chi San Fermo non la conosce e non è nemmeno cresciuto a Varese».




