Riecco il profumo delle cose vere e di un calcio senza tempo e senza confini, dove competenza, bravura e passione fanno ancora la differenza. Riecco Beppe Sannino. Riecco mister promozione che colpisce ancora. Al campo di Pian Scairolo i suoi ragazzi del Paradiso hanno conquistato la Promotion League, cioè il terzo gradino del calcio svizzero, con due turni di anticipo sul termine della stagione del gruppo 3 di Prima Lega.
Mister Sannino ha festeggiato e vissuto l'ennesima emozione nella sua lunga carriera da allenatore: cosa c'è dietro questa nuova vittoria?
Per me è la nona promozione ed è il frutto di una grande collaborazione del gruppo e dell'impegno dei calciatori che arrivavano agli allenamenti dopo aver lavorato tutto il giorno. È il risultato della caparbietà del presidente Antonio Caggiano, che ha cercato e voluto questo risultato prestigioso per il borgo di Paradiso a due passi da Lugano.
Chi vuole ringraziare?
I tifosi per il loro sostegno e il mio staff, iniziando dal direttore sportivo Gianpiero Stagno, sempre presente con grande competenza e spirito organizzativo. Poi Oscar Verderame, Giovanni Rosamilia e Francesco Bolzoni (hanno la mia grinta e vedrete che faranno carriera), il dg Alessandro Grigoletto, Kubi ed Enrico il "preparatore", cosi come viene chiamato dai tifosi.
A chi dedica la promozione?
A tutti quelli che ho menzionato, ma vorrei parlare ancora dei miei ragazzi che, con tanti sacrifici, non hanno saltato un allenamento e hanno mostrato sempre grande abnegazione ed educazione, sia in campo che negli spogliatoi. Il gruppo ha fatto la differenza. Arrivando agli allenamenti, i ragazzi si salutavano con una stretta di mano ed un abbraccio e parlavano anche della loro giornata lavorativa. Anche in questo veniva coinvolta la dirigenza e tutto lo staff. A fine allenamento e dopo le partite si restava tutti assieme per una grigliata con una birretta in mezzo ai tifosi.
Quanto spirito c'è in questa squadra del suo Varese che arrivò alla serie B dall'ultimo posto della Seconda Categoria?
L'aggressività, la concretezza del gioco, lo spirito di sacrificio, la voglia di vincere senza tirare mai indietro la gamba e la grande motivazione del gruppo, che è essenziale nel calcio di oggi come in quello di ieri. Si vince tutti insieme, senza protagonismi.
Come ha trovato il calcio svizzero, vista anche la sua esperienza internazionale?
Mi ha sempre affascinato allenare fuori dall'Italia. C'è meno esasperazione sia nei tifosi che nei mezzi di comunicazione. Si gioca per 90 minuti e poi si festeggia insieme, dall'Inghilterra all'Ungheria e alla Libia dove ho allenato. E anche in Svizzera, dove ho ottenuto la mia prima promozione fuori dal territorio nazionale.
Qual è il futuro di mister Sannino?
Ho ancora un anno di contratto con il Paradiso. Ora dobbiamo organizzarci per il prossimo campionato che non sarà cosa facile: giocheremo in tutta la Svizzera e la categoria è complessa, paragonabile ala serie C italiana. Il 4 agosto si riprende con nuovo piglio e voglia di fare risultati. Il presidente Caggiano, che ringrazio per la fiducia, è molto esigente in tal senso.
Un pensiero sul Varese precipitato in Eccellenza, ricorso a parte, non può mancare.
Vederlo così spiace e fa davvero male. Vivo a Varese e spesso i tifosi mi fermano e mi chiedono pareri e spiegazioni... Sinceramente non so cosa dire e l'unico consiglio che posso dare è quello di far ripartire un progetto con persone competenti per creare un gruppo di gente volenterosa che vuole bene al Varese e che sia motivata. A proposito di motivazione, va presa ad esempio quella dell'ex capitano biancorosso Disabato: è arrivato da noi dopo che a Varese era stato messo da parte e ha disputato un campionato strepitoso. Oltre ai soldi in una società ci vogliono persone preparate, che rispettano i ruoli societari e oneste nel parlare chiaro ai tifosi sugli obiettivi che si vogliono raggiungere. Questo vale per Varese, ma anche per tutto il calcio italiano.
La promozione più bella?
Sono tutte belle, ognuna rappresenta un traguardo raggiunto. Questa mi riempie di soddisfazione anche perché è la prima ottenuta all'estero. Anche di Lecco e Crema ho bei ricordi ma a Varese vivo, mi sento varesino, e non potrò dimenticare quanto fatto in quel periodo. Momenti davvero memorabili.
Tornerà mai al Varese?
Adesso sono in Svizzera e mi trovo bene.
Ma se è davvero tutto scritto come dice sempre lei...




