Le osservazioni e le proposte stilate da Ascom Varese per il miglioramento e il potenziamento della rete commerciale conseguenti al Piano di Governo del Territorio sono state illustrate stamattina presso la sede di via Valle Venosta.
Il documento è già stato consegnato all’amministrazione comunale pochi giorni fa, il 30 aprile. Tredici pagine, che si concludono con gli otto punti di proposte a tutela e sviluppo degli esercizi commerciali della città.
Presenti all’illustrazione del documento di stamattina Antonio Besacchi, presidente di Ascom Varese e presidente commissione tecnica di tutela sindacale; Roberto Tanzi, direttore di Ascom Varese; Marco Parravicini, fiduciario di Ascom e rappresentante della zona del centro città; e due consulenti tecnici di Ascom: l’avvocato Antonio Chierichetti e l’architetto Giorgio De Wolf.
«Da molto anni abbiamo una squadra in associazione di tecnici che sono iper-collaudati e iper-sinergici - afferma Parravicini - Sono certo che da questo gruppo sia uscita non solo una proposta doverosa ma delle proposte giustamente valutate con esperienza pluriennale che farà sì che escano consigli ponderati più che validi».
«Confcommercio sembrerebbe estranea al PGT - aggiunge Chierichetti - ma tutte le scelte hanno una rilevanza e un impatto sulla rete distributiva, tra tutte la valorizzazione dei centri storici tramite commercio di vicinato. Ad esempio il commercio, in un centro storico vuol dire consentire una rigenerazione urbana attraverso anche l’attività umana».
Sono stati illustrati i dati riguardanti il Comune di Varese: sono 8 i punti vendita di grande superficie, 77 quelli di media superficie e 2027 gli esercizi di vicinato. Attività commerciali di grande e media superficie occupano circa il 25% ciascuna dello spazio commerciale: gli esercizi di vicinato il rimanente 50%.
I metri quadri ad uso commerciale sono quindi 2,65 per abitante nel Comune di Varese, dato superiore rispetto all’1,65 di Busto Arsizio e all’1,87 di Saronno (e al 2,13 di Como), ma inferiore rispetto al 3,20 di Gallarate.
«Cerchiamo di essere il più possibile presenti ogni qualvolta veniamo informati che un’amministrazione avvia un PGT o esamina i piani attuativi - spiega De Wolf - Interveniamo per cercare di capire se in qualche modo si possono avere ricadute sul mondo del commercio, con proposte e osservazioni. Abbiamo la fotografia di tutta la provincia a livello commerciale: sono dati numerici, le realtà poi sono diverse tra di loro».
Il dato in cui Varese supera gli altri grandi centri abitati della provincia è la percentuale della superficie della grande distribuzione: 25,03%, nettamente maggiore al 10% di Busto Arsizio e al 5% di Saronno, leggermente più del 23% di Gallarate. Sempre insieme a Gallarate, Varese ha la percentuale più bassa di esercizi di vicinato.
Da queste osservazioni sono scaturite le otto proposte stilate da Ascom, riguardanti, tra le altre cose, al problema del paradigma recupero=grande distribuzione, l’aggregazione delle medie strutture di vendita, criteri qualitativi per l’insediamento di nuove attività e assetto viabilistico.
«Al di là dei numeri - continua Parravicini - il documento è stato elaborato con i commercianti di Varese, quello che si trova viene fuori da loro. Nei punti si parla di posteggi, carico/scarico, perché bisogna sempre fare ragionamenti sui numeri e quello che sta succedendo. La grande distribuzione ormai c’è, ma bisogna ragionare sui nuovi negozi: i contratti d’affitto sono 6+6, qualunque cosa si fa per 12 anni quella è la situazione, andare a recuperarla diventa quasi impossibile».
Sempre Parravicini continua poi con un’importante riflessione legata soprattutto alla questione dei parcheggi in città, nodo cruciale per le attività commerciali: «Ci dobbiamo chiedere chi apre e perché. Perché in corso ci sono negozio che fanno fatica a essere riaffittati? Perché alle Corti c’è questa situazione? Perché in zona stazione c’è questa situazione? Non è solo mercato, il motivo è chiaro, bisogna capire se lo si vuol vedere. Il problema è da ricercare nelle motivazioni che portano a queste scelte».
«Questo progetto e queste proposte vanno in questa direzione. Aprire un centro commerciale è facile, ma dobbiamo capire cosa potrà essere Varese tra vent’anni. È innegabile che il piano sosta non funziona così, è difficile poi lamentarsi che non ci sia posteggio. Il commercio senza accessibilità facile e senza fruibilità non esiste Questi otto punti sono una proposta di dialogo con l’amministrazione, con cui sono costantemente in dialogo e con cui abbiamo già fatto molto lavoro».




