L'ultima contesa - 28 marzo 2023, 09:46

VIDEO L’uomo delle statistiche che stanno cambiando Varese: «La differenza la fa l’uso che facciamo di questi dati»

Un’Ultima Contesa che ha letteralmente dato i numeri. Ospite di ieri sera è stato Luca Cappelletti, analista della Openjobmetis, che ha illustrato il grande lavoro che sta permettendo alla squadra di Brase di giocare in una determinata maniera. «La rivoluzione delle analytics è nata dallo studio dell'efficienza dei diversi tipi di tiro. Stiamo facendo quel che volevamo fare»

Luca Cappelletti, ospite ieri sera de L'Ultima Contesa

Luca Cappelletti, ospite ieri sera de L'Ultima Contesa

Tanti numeri e tante statistiche, oltre alla rimonta vincente della Openjobmetis di domenica sera. Di questo e molto altro si è parlato nella puntata di ieri de L’Ultima Contesa, il talk show sulla pallacanestro varesina di VareseNoi.

A proposito di numeri e statistiche, ospite di ieri sera è stato Luca Cappelletti, analista della Pallacanestro Varese e quindi uno dei volti dietro all’approccio basato sugli analytics dei biancorossi. Altro ospite è stato Flavio Vanetti, giornalista de Il Corriere della Sera.

Ecco alcune delle dichiarazioni di Luca Cappelletti:

«Come anche contro Sassari, le difese iniziano a capire come marcare - a proposito della partita di domenica - Quindi si stanno un po’ adeguando al nostro stile di gioco, ma nel secondo tempo siamo riusciti a trovare la fluidità offensiva che ci distingue. Statisticamente il dato più interessante è stato che Verona nel primo tempo stava overperformando, ovvero rispetto alla sua media stagionale stava segnando più del solito».

«Quando giochi e stai alzando il ritmo, anche l’altra squadra tende a farlo. Solitamente le squadre in Europa non sono abituate a giocare come Varese, nel secondo tempo subentra un fattore di stanchezza per chi non è abituato a quei ritmi. Alla fine Varese la vinci alla lunga».

«Ross è sempre il nostro motore: se lui gira, gira tutta la squadra. Poi l’impatto che ha Brown sui due lati del campo è sempre fondamentale: i suoi punti li mette sempre, ma difensivamente è il giocatore in più sugli esterni».

«Io da sempre sono appassionato di basket, e poi negli ultimi 5 o 6 anni mi sono avvicinato al mondo delle statistiche. È cresciuto in me la voglia di utilizzare quelle statistiche, ho quindi creato un sito web dove mettevo i dati del campionato italiano, poi di Eurolega, di Eurocup e BCL. A un certo punto Scola ha voluto avere una figura che sapesse gestire questo aspetto all’interno del club e sono stato fortunato ad abitare vicino e ad avere una conoscenza per avere un contatto».

«Mi rapporto quotidianamente con Luis, Michael (Arcieri) e Matteo (Jemoli). Con coach Galbiati andiamo ad analizzare la squadra da affrontare. Di base io ho una routine abbastanza standard: dopo le partite creo dei report per far vedere cosa abbiamo fatto bene e cosa no. Nelle giornate successive creo i report sugli avversari con punti deboli e punti forti per dar materiale ai coach da cui trarre vantaggio».

«La mia figura oscilla tra staff tecnico e dirigenziale. C’è il lavoro poi di analisi mercato, di scouting, di monitoraggio e di come stanno andando le altre squadre, in campionato e in Europa».

«Di base le analytics sono nate in NBA come esigenza di avere misure più precise su quanto avviene durante la partita, che è sempre stata l’unità di misura. Si è cercata un’unita di misura diversa che desse un’indicazione più precisa, e questa è il possesso».

«L’acquisizione dati avviene su più fronti: ci basiamo su boxscore e play-by-play di LegaBasket. Poi ci sono servizi a pagamento che ti forniscono dei dati che altrimenti non sarebbero reperibili».

«Quando si confrontano dati di allenamento e partita, i dati al tiro dell’allenamento sono migliori. C’è sempre quindi un po’ di titubanza a unirli con quelli della partita. In ogni caso sì, abbiamo un sistema di telecamere per reperire dati e capire anche come ci stiamo allenando».

«Quello che fa la differenza è l’uso che ne fa Varese di questi numeri. Se si guardasse il dato del pace dell’anno scorso, tutte le squadre hanno giocato tra i 70 e i 72 possessi, ma nessuno ha pensato di alzarlo. Noi abbiamo del personale con esperienza NBA che quindi sa cosa succede nell’alzare il ritmo. Stiamo facendo quel che volevamo fare e la strada è questa qua».

«La rivoluzione delle statistiche è nata dall’efficienza dei diversi tipi di tiro. D’Antoni con Morey è andato all-in. I tiri non ti danno la stessa efficienza: ovviamente vuoi prendere quelli efficienti (tiri da tre e tiri al ferro) e concedere agli avversari più tiri dalla media possibili».

«Il numero viene fuori dalla formula, sta a chi poi lo analizza. Se tu sai che il giocatore ha certe caratteristiche io mi aspetto di trovare determinati numeri. Non siamo delle macchine, in campo ci vanno delle persone, è normale tenere conto anche di questi aspetti».

Qui sotto il video con la puntata integrale. Nei prossimi giorni seguirà un approfondiremo con alcune delle statistiche avanzate riguardanti la Pallacanestro Varese di quest’anno.

Lorenzo D'Angelo


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