Basket - 15 febbraio 2023, 00:01

VIDEO - Galbiati è l'unico che conosce la strada: «Crediamoci, sono partite secche»

SPECIALE F8 - La seconda anima tecnica di questa Varese - ospite lunedì de l'Ultima Contesa - ha vinto la Coppa Italia nel 2018 sulla panchina di Torino. E ora sprona i biancorossi: «Un passo alla volta, godiamoci la possibilità di competere». Su Pesaro: «Togliamoci quella macchia dei 4 minuti di blackout». E ancora: «La zona? Con i tiratori che abbiamo spero ce la facciano ancora. Non ci snatureremo»

Paolo Galbiati, ospite lunedì de L'Ultima Contesa

Paolo Galbiati, ospite lunedì de L'Ultima Contesa

Il dopo derby e la vigilia di Coppa Italia. Questi i due temi che hanno tenuto inevitabilmente banco alla puntata di lunedì de L’Ultima Contesa, il talkshow sulla pallacanestro cittadina di VareseNoi.

Ospite è stato Paolo Galbiati, parte fondamentale del coaching staff della Openjobmetis, nonché unico tesserato della società biancorossa ad aver già vinto la Coppa Italia, da capo allenatore con l’Auxilium Torino nel 2018. Altro ospite è stato Flavio Vanetti, giornalista de Il Corriere della Sera.

Ecco alcune dichiarazioni di coach Paolo Galbiati:

«La partita con Milano è sempre particolare, ci è rimasto un po’ di amaro in bocca perché abbiamo giocato una buona gara e abbiamo pescato una loro grande prestazione. Il clima al palazzetto era fantastico, c’era parecchia delusione nello spogliatoio perché ci siamo andati abbastanza vicini. Non siamo stati perfetti, e per battere Milano serve essere perfetti. C’è un po’ il rimpianto per la gestione di qualche tiro preso che non fa parte di quelli che volevamo prendere, ogni volta che abbiamo fatto un piccolo errore siamo stati puniti».

«La zona? Con le mani e gli atleti che abbiamo spero la facciano ancora. Con i tiratori, gli spazi e la qualità di passaggio che abbiamo ci possiamo divertire».

«Abbiamo un gruppo fatto di persone notevoli. Ferrero è uno dei top 3 professionisti che ho visto nella mia carriera, sotto il profilo umano, su come si sta in spogliatoio e in campo, è un esempio. I due più giovani (Librizzi e Virginio) ci danno qualità in allenamento, lavorano in maniera eccellente e hanno un bel futuro di pallacanestro davanti».

«È chiaro che ora tutti provano a farci correre un po’ di meno, ma noi non ci snaturiamo e non vogliamo farlo, vogliamo continuare a correre, a divertirci e a prendere i nostri tiri senza problemi. Stiamo crescendo e abbiamo ancora i nostri difetti, che qualcuno espone di più».

Sulle Final Eight: «Si affrontano credendoci, in una partita secca può succedere di tutto. Può vincere la più forte, come può accadere il "non succede ma se succede". Può capitare che un po’ di tensione o una grande prestazione elimini la favorita. Si affronta un passo alla volta, con grande voglia di fare bene, di competere e di godersi una manifestazione diversa. La coppa si vince sognando, perché alla fine è un trofeo, e ti rimane per sempre». 

«Ci assomigliamo abbastanza, ma non del tutto - a proposito della Carpegna Prosciutto Pesaro, avversaria di Varese stasera - Tirano da tre punti, giocano con energia e voglia, fa parte del loro stile. La partita dell’andata è stata macchiata da 4 minuti finali di secondo quarto, dove abbiamo preso un parziale largo. Sicuramente dovremo essere bravi a controllare le palle perse, loro ne causano parecchie, e dovremo essere bravi a contenere le loro bocche da fuoco».

«Siamo cresciuti in consapevolezza, anche nel capire che quello che stiamo facendo è redditizio. Ogni tanto cadiamo in qualche errore banale, però sappiamo che quello che stiamo facendo funziona. Abbiamo riacceso un palazzetto, sette sold-out di fila sono tanti, e questo è molto bello per noi. Siamo cresciuti nel fare uno sforzo in più in allenamento e nell’aiutarsi. Quando costruisci la squadra hai tanti dubbi, mentirei se dicessi che siamo perfetti: potremmo essere più solidi e un filo meno egoisti in alcune situazioni, e pensare di più al bene comune collettivo, ma fa parte dei giocatori giovani».

Qui sotto la puntata integrale.

Lorenzo D'Angelo


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