Basket - 15 febbraio 2023, 15:49

Quelli che quel giorno ad Assago hanno pianto... Quelli che sanno che si può fare...

SPECIALE F8 - Una favola spezzata da una Strega Cattiva può rinascere ancora una volta da un inconfutabile consapevolezza: «Bentornate Final Eight: per chi sa di non essere abbastanza forte per vincere lo scudetto e allo stesso tempo non così scarso da non poter battere chiunque sulla gara secca, questo è il momento più importante dell’anno». Firmato Francesco Caielli

Ebi Ere, in primo piano, capitano della Openjobmetis 2012/2013

Ebi Ere, in primo piano, capitano della Openjobmetis 2012/2013

Quelli che…Forum di Assago, 10 febbraio 2013

Quelli che quel giorno erano al Forum di Assago, convinti che la favola avrebbe premiato la Cenerentola Varese di fronte alla Strega Cattiva Montepaschi. Perché nelle favole finisce sempre così.

Quelli che non ci credevano, non ci credevano a quella cosa che stavano vedendo: il Forum, che non è mica tanto piccolo, da vuoto e silenzioso era diventato in un paio di minuti pieno zeppo di gente. Ed erano tutti tifosi di Varese.

Quelli che una Varese bella come quella di Dunston, Green e Polonara non ci sarà mai più, ma non è detto che non ce ne saranno altre belle in maniera diversa.

Quelli che “Vitucci sindaco, anzi Papa”.

Quelli che «Nel 1999 l’abbiamo vista da tifosi, ora la raccontiamo da giornalisti: c’è qualcuno, qualcuno al mondo, che in questo momento è più orgoglioso di noi?».

Quelli che hanno pianto quando la curva ha srotolato quell’immenso striscione con scritto “Riconquistiamola”.

Quelli che si sono toccati quando la curva ha srotolato quell’immenso striscione con scritto “Riconquistiamola”.

Quelli che no, Minucci non può vincere sempre.

Quelli che dopo 5 minuti di partita, al primo time out di Vitucci, hanno letto 0-18 sul tabellone e hanno sperato che fosse soltanto un brutto, bruttissimo sogno.

Quelli che «Tranquillo: la riprendiamo».

Quelli che «Te l’avevo detto».

Quelli che se fischi un fallo così a Dunston, il quinto fallo, proprio mentre stiamo per prenderci la partita, significa che hai un bidone di immondizia al posto del cuore. 

Quelli che «Siamo giornalisti, non si può piangere per una partita persa. In tribuna si piange, qui si lavora».

Quelli che «Siamo giornalisti: quindi siccome quelli che leggeranno il mio articolo in questo momento stanno piangendo, è giusto che piangiamo anche noi. Altrimenti significa che stiamo facendo male il nostro lavoro».

Quelli che «Ma sì, vedrai, andrà come nel ’99. Coppa Italia buttata via, scudetto vinto».

Quelli che, mesi dopo, si sono accorti che il ’99 è stato, è, e sarà qualcosa di irripetibile. Inutile sperare. Forse.

Bentornata Coppa Italia. Bentornate Final Eight. Per chi sa di non essere abbastanza forte per vincere lo scudetto e allo stesso tempo non così scarso da non poter battere chiunque sulla gara secca, questo è il momento più importante dell’anno. Perché si può fare.

Ci vediamo sabato in semifinale con Milano. E con Milano, alle Final Eight, noi non abbiamo mai perso.

Francesco Caielli


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