Busto Arsizio - 10 febbraio 2023, 20:00

A cena fuori? Meglio nel weekend. Così le abitudini cambiano ancora

Ristoranti e pizzerie con super lavoro di sabato ma la settimana scendono le presenze, anche per il ritorno pieno in ufficio. Savino: «Intanto calate le bollette, siamo alle prese con il caro prezzi per le materie prime»

Gino Savino

Gino Savino

La pizza, la cena, la festa di compleanno: si concentrano sempre più nel weekend. È la tendenza che si sta rafforzando nel territorio. L'altra faccia della medaglia? Meno clienti durante la settimana.

Tant'è che ci sono anche locali che hanno scelto di non lavorare nei primi giorni feriali, estendendo il turno di riposo, o comunque di organizzare in modo diverso le aperture.

Certo è che a Busto Arsizio e in tutta la zona gli esercizi pubblici hanno dato prova - durante e dopo la pandemia - di una grande flessibilità, necessaria ma non indolore, per venire incontro alle esigenze dei clienti.

Ora sempre più spesso in effetti i locali si riempiono il sabato sera o la domenica. Motivi economici si esce di meno? La ragione principale sembra però legata al ritorno della normalità sul fronte lavorativo, in particolare per i numerosi pendolari. Lo conferma Gino Savino, titolare della pizzeria Capri e referente Fipe (Federazione Italiana Pubblici Esercizi). «In effetti c'è chi ad esempio compie gli anni durante la settimana ma organizza  la festa il sabato - spiega - Io vado a Milano a fare i rifornimenti la mattina presto e si vede la differenza rispetto a prima in autostrada, spesso con code per i pendolari che vanno fuori Busto a lavorare». Questo fa sì che la sera si torni tardi o comunque stanchi e l'idea di uscire non si presenta esattamente come invitante. Al massimo, se non si ha voglia di cucinare o si vuole mangiare una pizza, più facile che si ricorra alla consegna a domicilio nei giorni feriali.

Crescono i bustocchi che devono andare a Milano o in altre città per lavoro, probabilmente incide anche la fine o la riduzione dello smart working.

Non è facile organizzarsi per gli esercizi pubblici. La categoria in questi ormai tre anni ha dovuto affrontare continui cambiamenti per le abitudini della clientela.

Intanto i margini sono sempre più ridotti: «Fino a poco tempo fa - sottolinea Savino - il problema per quanto riguarda i costi era legato all'energia. Ora che le bollette solo almeno scese, c'è il caro prezzi per le materie prime».

Marilena Lualdi

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