Giuseppe Ganna, varesino, è ricordato da qualche sparuto bibliofilo per aver compilato una buona “Guida di Varese”, pubblicata nel 1892 da Maj e Malnati, ma il Nostro, un ragiunatt e scrittore autodidatta, scrisse anche poesie e una di queste, memorabile, sarà letta domenica 13 novembre al Teatro di Cuvio, parte dello spettacolo “Sotto il ciel di Lombardia”, organizzato dall’Associazione GaEle con comune e Pro loco di Cuvio. Alle ore 18, infatti, il Grande Orfeo, composto dal soprano Mariachiara Cavinato, dal pianista Francesco Miotti e da Mario Chiodetti, autore e voce recitante, darà vita e suoni alle opere di scrittori, poeti e compositori dimenticati, attivi nel nostro territorio tra Otto e Novecento.
La poesia di Ganna è visionaria ma di grande attualità, e si intitola “La Càmola, ovverossia il bacillo”, con i versi che non danno speranza a un mondo ormai «tutt camolaa». Lo spettacolo di domenica fa parte della “Piccola rassegna d’Autunno tra Musica e Poesia” che ha visto lo scorso 23 ottobre la partecipazione dell’armonicista Max De Aloe e si concluderà il 27 novembre con il recital Mediterrante di Gaetano e Danilo Blaiotta con il sassofonista Claudio Fasoli.
«Il programma è frutto di una ricerca di anni in libri e spartiti d’epoca, e riporta alla luce lavori di poeti come Giulio Pinchetti, scapigliato comasco morto suicida a 26 anni inseguendo i “maudits” francesi, o scrittori quali Riccardo Balsamo Crivelli, gran camminatore e descrittore di paesaggi, innamorato del Boccaccio. Non mancano i capiscuola della Scapigliatura, Carlo Dossi, Antonio Ghislanzoni ed Emilio Praga, mentre nella seconda parte dello spettacolo ci sarà spazio per autori del ‘900, da Carlo Linati, autore di splendide prose poetiche, a don Cesare Angelini, scrittore e critico finissimo, Delio Tessa, tra i maggiori poeti del secolo scorso, fino a Luigi Broggini, scultore di Cantello e poeta amico di Sereni, Renzo Modesti e Carlo Fortunato Rosti, che alla pittura univa lavori in versi», spiega Mario Chiodetti, fondatore di Grande Orfeo e collezionista di cimeli musicali.
Anche la musica non sarà da meno: la prima parte presenterà brani di Jules Burmein, pseudonimo dell’editore Giulio Ricordi, di Paolo Giorza, autore della celeberrima “Bella Gigogin”, di Ettore Ferravilla, il più grande interprete del teatro dialettale milanese e anche compositore, mentre la seconda sarà dedicata a opere di Franco Vittadini, pavese, maestro di cappella a San Vittore, Marco Enrico Bossi e a Elisabetta Oddone, che si occupò a lungo della ricerca di canti popolari in tutta Italia.




