Cultura - 08 ottobre 2022, 20:59

FOTO. «Io qui devo tornare»: le due mostre inaugurate al Maga di Gallarate conquistano

Abbraccio fra il museo, i suoi amici e il pubblico. Ci sono anche i visitatori della prima volta, affascinati e decisi a ripresentarsi: ecco tutte le immagini

Claudia Mazzetti, Angelo Crespi ed Emma Zanella con il pubblico che ha gremito la sala degli arazzi

Claudia Mazzetti, Angelo Crespi ed Emma Zanella con il pubblico che ha gremito la sala degli arazzi

C’era il calore di un abbraccio all’inaugurazione delle due mostre che, dall’8 ottobre al 4 dicembre, saranno visitabili al Maga di Gallarate. L’abbraccio che la struttura a curva della facciata garantisce sempre. Ma anche quello del ritrovo tra persone che, per troppo tempo, hanno dovuto misurare le distanze. L'abbraccio dell'arte (foto in fondo all'articolo di PhotoSport & More)

Sala degli arazzi, si presentano le mostre I colori scappano sempre”, riallestimento con opere della collezione, e la personale di Umberto CiceriLa forma del ritmo”, entrambe curate da Alessandro Castiglioni. Ci sono gli Amici del Maga, i conoscitori del museo e quelli che entrano per la prima volta (si notano per lo stupore suscitato dallo spazio “griffato” Missoni).

L’abbraccio è più ampio del previsto: il personale del museo deve aggiungere posti a sedere per fare fronte all’afflusso.  Sentimento colto dall’assessore alle Attività formative di Gallarate, Claudia Mazzetti: «È un piacere rivedere questa sala piena. Vedere tante persone, diversamente da quanto accaduto per il Covid, quando le restrizioni limitavano le presenze». L’assessore cita i bandi vinti dal Museo. Una specie di labirinto: il Maga ne sta conquistando a ripetizione. Poco prima di lei, il vicepresidente del Maga, Angelo Crespi, dopo avere portato i saluti della presidente, Sandrina Bandera, riassume: «Ne abbiamo appena vinti tre. Due per fondi fotografici, uno da un milione per interventi sulla sala C». Ampia, un luogo caratterizzante il museo.

A Emma Zanella, direttrice, il compito di riassumere quella che chiama “complessità”. Complessità di relazioni (positive, per esempio con Sea) e di attività (espositive, culturali ed educative). Non a caso cita la maison Missoni, con cui si rilancia il progetto Intrecci. Intrecci#2 ribadisce lo schema della prima edizione: 200 laboratori offerti gratuitamente alle scuole del territorio, fra telai e filati. Luca Missoni: «Non è difficile essere amici del Maga. I ragazzi e le ragazze che hanno partecipato alla prima edizione di Intrecci hanno vissuto un’esperienza che, credo, ricorderanno». Tutti. Qualcuno più di altri: agli autori dei lavori più convincenti “fatti con il filo” e con i telai sono stati assegnati riconoscimenti. Inizi partecipando a un laboratorio, finisci (si fa per dire) con un attestato di Maga e Missoni. Applausi.

Pubblico pronto al bello, fra i colori che scappano e le sorprendenti opere di Ciceri. Si gira. Si riconoscono ancora quelli che sono entrati per la prima volta. Si origlia. E si sente, a più riprese: «Io qui devo tornare».

Stefano Tosi

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