«Il capoluogo della provincia di Varese è una città senza calore, senza colore e senza i profumi che storicamente affascinano, ed hanno sempre affascinato, il viaggiatore di passaggio, o di soggiorno, in terra Insubrica.
Per riportare la città nel cuore dei turisti, dei varesini e dei varesotti, basterebbe investire i proventi della tassa di soggiorno in decoro urbano, operazione vintage, poco onerosa ma di grande resa estetica, tipo; fioriere, decori green e balconi fioriti, oggi completamente assenti, non causa il caldo, ma assenti grazie alla volontà amministrativa, la quale, destina i proventi delle presenze turistiche ad operazioni ristrette.
Oltre a questo, l’amministrazione comunale dovrebbe lavorare per defiscalizzare la tassa di occupazione del suolo pubblico, la sempre presente ed asfissiante ICA, alle attività; commerciali, di somministrazione e ristorazione, e contemporaneamente, lasciare libertà di decoro agli stessi operatori, innescando una gara al bello, al colore ed al profumo del fare imprenditoriale locale, caratteristiche tali, da donare valore aggiunto al sistema di vita della città.
In tema agrituristico, da Gavirate a Bodio, passando da Varese, operano oltre venti attività green tra aziende agricole e maneggi, riferimento attività sportiva ippico-equestre, con più di cinquemila iscritti oltre a proprietari, operatori ed appassionati volontari. Detto questo, la creazione di un percorso ippico equestre lungo le rive del lago di Varese, oggi balneabile, creato con basso investimento, donerebbe valore aggiunto al territorio, allo sport ed al turismo dedicato, (includiamo anche l’ippodromo Le Bettole, fiore all’occhiello della città).
L’amministrazione Comunale è soffocata da milioni di euro che il PNRR made in Europa dona, in modo NON gratuito, per opere faraoniche, le quali, lasciano benessere e privilegi ad un ristretto gruppo di persone, ma, la storia ci insegna che, solo l’insieme di piccole iniziative, poco onerose ma di alto valore aggiunto, con buona volontà e partecipazione comune, portano benessere al fare collettivo e sociale, poiché il calore, il colore ed i profumi sono un prodotto, riconosciuto nel mondo, del “fare” made in Italy».
Massimo Rovera
Italexit con Paragone, gruppo Varese
Italexit commercio, artigianato ed agricoltura




