Malnate - 26 giugno 2022, 10:04

«Vorrei un caffè e… dell’acqua in borraccia». L’approccio plastic free di due bar di Malnate

Grazie a un nuovo macchinario che filtra e depura l’acqua, ogni cliente che entra alla "Casa del Caffè" e "Al 9", i bar legati alla Torrefazione Felmoka, può riempire, a un costo simbolico, la propria borraccia. Un piccolo gesto che consente non solo di risparmiare, ma anche di dimostrare attenzione nei confronti dell’ambiente

La Casa del Caffè, in Via Mauro Conconi 1, è uno dei due bar di Malnate ad aver installato una macchina che depura e purifica l'acqua

La Casa del Caffè, in Via Mauro Conconi 1, è uno dei due bar di Malnate ad aver installato una macchina che depura e purifica l'acqua

Da qualche anno, non è insolito vedere tante persone, in ufficio, sui mezzi pubblici o durante una passeggiata, bere da una borraccia, un piccolo gesto che denota una grande attenzione all’ambiente.

Quante volte, però, abbiamo la possibilità di riempirla al bar, con acqua fresca e anche frizzante?

A Malnate, si può.

Parola d’ordine: ecosostenibilità

Alla Casa del Caffè, in via Mauro Conconi 1, e Al 9, in via Monte Grappa 18 – ovvero, in due punti “strategici” della città – sono stati installati macchinari specifici che «si attaccano alla rete idrica, filtrano e purificano acqua, che si può avere naturale o frizzante e fredda o temperatura ambiente», spiega Talia Miceli, Responsabile Marketing e Design della Torrefazione Felmoka Caffè.

È proprio qui che «abbiamo deciso di ridurre drasticamente l’utilizzo della plastica, abbiamo cercato soluzioni più ecosostenibili. L’anno scorso, per esempio, abbiamo cambiato il sistema di stoccaggio del caffè dalle bobine in plastica termoretraibile al cartone riutilizzabile con scotch di carta, quando torna in azienda lo usiamo per le spedizioni, allunghiamo la vita al prodotto e all’involucro. Anche il packaging dei pacchi di caffè è in materiale smaltibile e, dal 2019, le nostre capsule sono compostabili».

Acqua purificata, nella tua borraccia

Un passaggio ulteriore nella decisione di investire nell’attrezzatura di purificazione dell’acqua per i bar legati alla Torrefazione deriva da un’esperienza personale: «Durante un viaggio, ero in giro sempre con una borraccia di dimensioni importanti, da 1 litro, e ogni volta che entravo in un bar era difficile farsela riempire. Se giro con la mia borraccia, è perché voglio condurre uno stile di vita più responsabile dal punto di vista dei consumi e dei rifiuti – posso anche avere con me una bottiglietta di plastica e voler riempire quella».

Insomma, tutti questi input hanno portato «ad acquistare un macchinario che depura l’acqua e, con questa, chiunque può riempire la propria borraccia, a un costo che parte da 50 centesimi. Se, invece, una persona consuma anche un caffè, o pranza, l’acqua è omaggio. E chi non ha la propria borraccia, può acquistarne una direttamente al bar per 3 euro. L’acqua è depurata con una macchina professionale, prima di installarla vengono fatto alcuni test sull’acqua per renderla bevibile. E questo non ne cambia il sapore, anzi: viene purificata da tutte quelle particelle che la rendono “metallica” al palato».

Stile di vita sano e attenzione all’ambiente

«Quello che vogliamo fare – conclude Talia – è un importante lavoro di sensibilizzazione nei confronti dei consumatori a livello locale, consapevoli dei limiti e delle difficoltà nel far capire alla gente che, è vero, c’è il costo della borraccia, ma se utilizzarla diventa un’abitudine si spende meno, oltre al gesto a favore della sostenibilità. Lo stesso vale per il caffè: è possibile venire in Torrefazione con la propria latta e noi la riempiamo».

Giulia Nicora

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