Cultura - 16 giugno 2022, 14:45

FOTO E VIDEO Renato Guttuso e Nino Marcobi: una mostra d’arte che celebra la loro amicizia

Non solo i quadri dell’artista siciliano, ma anche la ricostruzione della loro genesi, grazie agli appunti dell’archivio del varesino di Velate, suo grande amico e confidente. Al castello di Masnago un’esposizione che permette di conoscere aspetti nuovi del loro rapporto. Laforgia: «Percorso originale e innovativo, che abbiamo voluto insistentemente»

FOTO E VIDEO Renato Guttuso e Nino Marcobi: una mostra d’arte che celebra la loro amicizia

Una mostra basata sull’arte e sull’amicizia, quella tra Renato Guttuso e Nino Marcobi. Verrà inaugurata domani l’esposizione “I tempi della pittura. Cronografia di alcune opere di Renato Guttuso dipinte a Velate: l’archivio di Nino Marcobi”, che resterà aperta dal 17 giugno al 20 novembre presso il castello di Masnago.

Hanno partecipato stamattina alla presentazione della mostra il direttore dei Musei Civici di Varese Daniele Cassinelli, la curatrice della mostra Serena Contini, e l’assessore alla cultura Enzo Laforgia, che ha sottolineato come questo sia un evento «che nasce in casa, a cui hanno lavorato tutti dipendenti del Comune di Varese».

Grazie a una donazione che gli eredi di Nino Marcobi hanno fatto al Comune di Varese, diverse testimonianze quali appunti, foto e quant’altro, oltre che rimarcare l’amicizia tra Marcobi stesso e l’artista siciliano, hanno permesso di ricostruire la nascita di diverse opere.

«È una mostra che permette di conoscere aspetti nuovi di Guttuso - dichiara compiaciuta Serena Contini, curatrice della mostra - Siamo stati fortunati perché abbiamo avuto, come Comune di Varese, una donazione dagli eredi Marcobi: sono le carte, gli appunti, le fotografie di Nino Marcobi, che era amico, confidente, segretario e factotum di Renato Guttuso per tutti i mesi che il pittore risiedeva a Velate. Questi scritti ci hanno permesso così di riscostruire come alcuni dipinti realizzati a Velate venivano ripensati. Un quadro, naturalmente, per un pittore è un’opera di riflessione, analisi, studio, e grazie a questi appunti noi possiamo ricostruire come Guttuso riuscì a realizzare grandi opere».

Un’esposizione, quindi, che mette insieme alcuni capolavori provenienti da collezioni private e altri in comodato dalla fondazione Pellin.

Suggestive alcune opere in cui si possono facilmente riconoscere i paesaggi nostrani, come “I tetti di Velate” o i tramonti visti dal Sacro Monte.

«Un percorso molto interessante questo - le parole dell’assessore Laforgia - che abbiamo voluto insistentemente, a partire dai quadri che abbiamo in comodato dalla fondazione Pellin, e facendo incontrare alcune di queste opere con i documenti che abbiamo ricevuto in donazione dalla famiglia Marcobi che ci consentono di costruire la genesi di alcuni grandi capolavori di Guttuso. Inoltre, questa mostra ospita anche quadri che vengono da collezioni private, a dimostrazione dell’interesse che c’è sia per il maestro sia per la sua relazione con il territorio. È un percorso originale e innovativo».

La mostra rimarrà aperta dal 17 giugno al 20 novembre, tutti i giorni dal martedì alla domenica, dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 14 alle 18.

 

Lorenzo D'Angelo

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