Malpensa - 07 giugno 2022, 10:36

Masterplan Malpensa, i comuni di seconda fascia non ci stanno: «Parto infelice frutto di compromessi»

«Un compromesso al ribasso che estende i suoi danni anche oltre il sedime aeroportuale »: il Coordinamento fra 12 Amministrazioni comunali di seconda fascia prende netta posizione contraria all’accordo sottoscritto da Enti e Cuv il 6 giugno in Regione Lombardia

Masterplan Malpensa, i comuni di seconda fascia non ci stanno: «Parto infelice frutto di compromessi»

Il Cor2, Coordinamento di Comuni di Seconda Fascia Aeroportuale (Azzate, Brunello, Cavaria con Premezzo, Cazzago Brabbia, Crosio Della Valle, Daverio, Inarzo, Mornago, Sesto Calende, Sumirago, Taino, Vergiate), prende netta posizione contraria dopo la firma dell’accordo sul Master Plan 2035 di Sea per Malpensa.

La nota parla, senza mezzi termini, di «parto infelice frutto di compromessi» ed elenca le proposte irricevibili per il Cor2.

«L’accordo sottoscritto da SEA, Enac, Regione Lombardia e CUV di consenso all’avvio della procedura di VIA (Valutazione Impatto Ambientale) relativa alla proposta di Master Plan 2035 di SEA è un parto infelice frutto di compromessi, con cessioni di territorio e di qualità ambientale, e assenza di serie garanzie sulla salute dei cittadini. Un accordo raggiunto a fatica fra gli enti e le amministrazioni del CUV.

SEA e Regione Lombardia fanno accordi con i Comuni del CUV tralasciando di interpellare i cittadini dei restanti Comuni del Castanese, della Provincia di Varese fra cui i 12 Comuni del Cor2 e della sponda piemontese del Ticino, tra cui 6 comuni del Novarese. Una volta superata la soglia di 65 Db gli aerei non proseguono in verticale ma in orizzontale e scaricano sulle popolazioni il rumore e i resti della combustione del carburante. A volte anche il carburante incombusto, come testimonia la sentenza Quintavalle.

Dalle compensazioni che i Comuni CUV dovrebbero ricevere sono esclusi tutti gli altri. Ma la tutela della salute dei propri cittadini è un dovere dei sindaci che in questo caso non hanno avuto voce in capitolo. Il territorio su cui impattano decolli e atterraggi da e per l’aeroporto di Malpensa è infatti assai più ampio dei 1.200 ettari di sedime aeroportuale che contengono la base aeroportuale, le infrastrutture connesse, e 7 dei 9 comuni del CUV.

Queste popolazioni subiscono il rumore e gli inquinanti dei voli Malpensa senza avere diritto di rappresentanza e di intervento nelle sedi istituzionali preposte, ovvero la Commissione Aeroportuale, Enac, la stessa SEA, Regione Lombardia, il Comune di Milano, azionista di maggioranza di SEA.

Gli accordi sottoscritti dai comuni del CUV corrispondono ad una logica di compromesso al ribasso fondata sulla promessa da parte di SEA di compensazioni e mitigazioni venali, non presenti nello Studio di Impatto Ambientale SIA, quindi tutte da verificare nella loro effettiva attuazione: questa logica di un compromesso al ribasso sottoscritta dai Sindaci del CUV è contraria agli interessi delle stesse popolazioni dei comuni del CUV in quanto non rappresenta una garanzia per la loro salute e per la qualità dello svolgimento della loro vita quotidiana, né tantomeno per la crescita del valore sociale, culturale, economico di queste amministrazioni.

Un compromesso al ribasso che estende i suoi danni anche oltre il sedime aeroportuale a toccare le popolazioni dei comuni extra sedime sopra citati: per queste ragioni il COR2, Coordinamento fra 12 Amministrazioni Comunali di seconda fascia aeroportuale con questo comunicato decide di prendere netta posizione contraria all’accordo sottoscritto da Enti e Cuv, ritenendo di NON POTER ACCETTARE:

• la cessione di oltre 40 ettari di brughiera pregiata nel Parco del Ticino in area del Gaggio per la costruzione di capannoni destinati alla crescita dell’attività Cargo di Malpensa;

• il progetto di crescita dei trasporti cargo a oltre 1 milione di tonnellate movimentate, un trasporto che utilizza vettori 747 di vecchia generazione, i più inquinanti e più rumorosi;

• l’estensione dei voli, quelli cargo in particolare, anche nelle ore notturne in deroga e in diniego al Decreto D’Alema del 13 dicembre 1999;

• il diniego a 3 importanti norme di salvaguardia della popolazione contenute nel Decreto D’Alema: 1. minimizzare l'area di impatto complessiva (interna all'isofona Lva 60dbA); 2. minimizzare la popolazione residente in fascia delimitata dalle isofone Lva 65-75 dbA; 3. garantire che la superficie delimitata dalla isofona Lva 75 dbA resti all'interno del sedime aeroportuale; • il piano delle nuove infrastrutture connesse al Master Plan con ulteriore consumo di territorio e nuovo innalzamento della concentrazione di CO2;

• la responsabilità di vedere passivamente coinvolti, e loro malgrado, i propri cittadini in un progetto aeroportuale che porterà ulteriore inquinamento e danni per la salute di tutti, e per l’ambiente».

Redazione

Google News Ricevi le nostre ultime notizie da Google News SEGUICI

Ti potrebbero interessare anche:

SU