Hockey - 30 maggio 2022, 12:37

Carlo Bino è davvero il primo Mastino: «Un sogno? Riempire il nuovo palaghiaccio». Malfatti: «Ripartiamo dal ritorno di coach Devèze»

Al Palace si sono presentati il neo presidente giallonero e il vicepresidente-ds della HCMV Varese Hockey: «Torniamo a casa e ci apriamo a tutti, vogliamo accendere una scintilla e un fuoco che duri a lungo. Storici sponsor e nuovi amici, chi si avvicina a noi deve essere contento. Ottimi rapporti con Cesarini: si lavora assieme sul palaghiaccio, così come con Torchio per il vivaio»

Carlo Bino e Matteo Malfatti alla presentazione della nuova società giallonera, l'HCMV Varese Hockey, al Palace Hotel di Varese

Carlo Bino e Matteo Malfatti alla presentazione della nuova società giallonera, l'HCMV Varese Hockey, al Palace Hotel di Varese

Il ritorno in panchina di Claude Devèze, la conferma dei varesini storici e il riapprodo in città di altri altrettanto amati, non solo varesini, che magari erano lontani per lavoro o altre esigenze, il recupero delle tradizioni come uno spogliatoio-seconda casa nel nuovo palaghiaccio: sono le piccole grandi cose da cui ripartono i nuovi Mastini, cioè la HCMV Varese Hockey del presidente Carlo Bino e del ds e vicepresidente Matteo Malfatti presentata oggi al Palace.

«Un sogno? Riempire il nuovo palaghiaccio (si punta ad aprirlo a fine agosto, ndr) e accendere una scintilla che posso diventare un fuoco capace di durare a lungo» dice Carlo Bino che rimette sul ghiaccio una passione travolgente, la voglia di unire tutti nella stessa squadra (dal vivaio di Matteo Torchio alla gestione del palaghiaccio di Matteo Cesarini) e di dare continuità - «tutti dobbiamo sentirci partecipi, da soli non si va da nessuna parte» - per «veleggiare nelle zone alte della classifica ma soprattutto condividere momenti piacevoli in via Albani con i nostri tifosi, prima e dopo la partita, che in casa si giocherà sempre alle 18.30 del sabato quando mi piacerebbe che l'appuntamento diventasse un evento con giochi di luci in un stadio riscaldato, creando anche il contorno per fare tornare a casa la gente contenta e arrivare pronti alle Olimpiadi Milano-Cortina».

«Ci siamo avvicinati all'hockey come sponsor 4 anni fa - dice Carlo Bino riferendosi alla sua Eurobazar - poi c'è stata la possibilità di fare questo passo e abbiamo deciso di intraprendere questo nuovo progetto che sarà pluriennale per portare l'hockey varesino al posto che merita».

«La nuova società sarà strutturata in maniera snella (nel cda saranno presenti Massimo Mordenti e Ciro Pandolfi) - aggiunge Bino - Il punto fondamentale sono le aziende che collaboreranno al progetto, a partire dagli sponsor storici e da Orgoglio varese, e i tifosi: vorremmo riportare a casa, riunire e allargare la famiglia giallonera. L'entusiasmo con cui giocatori e aziende vogliono fare parte del progetto è una prima bella risposta».

«Ottima la collaborazione con Matteo Torchio per quanto riguarda il settore giovanile - aggiunge Bino - Abbiamo un buco nel vivaio ma in 4-5 anni vogliamo portare nuovi giovani gialloneri nella prima squadra con l'ambizione di lanciarli in un hockey più importante. I ragazzini dovranno dire: "Io voglio arrivare a giocare in prima squadra nei Mastini". C'è voglia di vivere l'hockey e i Mastini, che hanno una capacità di coinvolgimento unica».

«Ringrazio Carlo di questa opportunità e di avermi coinvolto per collaborare a stretto giro anche sulle decisioni strategiche e non solo sportive - dice Matteo Malfatti - lui sta mettendo tutto quello che deve mettere un presidente e cioè tanta passione, voglia e idee. Le persone che si avvicinano sono contente e questo è un bell'inizio».

«Non dimentico chi c'è stato prima di noi - aggiunge Malfatti - cioè Torchio e tutta la sua organizzazione con cui abbiamo vissuto forse gli anni più difficili dei Mastini dal punto di vista logistico. Se oggi siamo qui a parlare di futuro è anche perché prima ci sono state persone così, e penso anche a Maurizio Fiori. Oggi questo progetto parte grazie a chi negli anni si è prodigato per Varese e per i Mastini».

Capitolo coach e squadra (il budget è già stato definito): «Tanti vogliono esserci nell'anno del ritorno a casa del Varese - prosegue il ds - giocare davanti al proprio pubblico, in uno spogliatoio davvero nostro dove creare il gruppo, ci mancava tantissimo. Ci saranno 2 nuovi stranieri, una rosa di 20-22 giocatori, novità sui giocatori italiani e alcuni ritorni importanti. Quest'anno il primo caposaldo è il tecnico: ieri abbiamo firmato Claude Devèze per i prossimi due anni, siamo felicissimi del suo ritorno per tanti motivi: arriva dalla vittoria nella Division 1 francese, è molto preparato ed è una persona perfetta per noi e per l'ambiente. Torna per finire quel progetto incompiuto di due anni fa e, in un contesto organizzato come quello del prossimo anno, migliorerà il suo impatto sulla squadra e negli allenamenti, che saranno 4 a settimana. Il nuovo palaghiaccio merita un progetto vincente».

«L'obiettivo è avere il 70/80% della squadra fatta entro il 30 giugno - aggiunge ancora Malfatti - Farm team? Con la Valpe non si può fare perché saranno in IHL, e forse avranno anche una seconda squadra di Division I: abbiamo intrapreso contatti con un'altra società ma preferisco non fare nomi. Con tutti i varesini abbiamo avviato le pratiche di tesseramento, anche perché sono stati loro a volerlo per primi, al di là degli accordi preesistenti. L'ho valutato come "io voglio lottare con il Mastino". Insomma, Marcello Borghi, Piroso e gli altri, anche che stanno vestendo altre casacche, ci sono».

«Siamo in trattativa con i nostri sponsor storici - dice ancora Bino - è doveroso che ci siano ancora. Non vogliamo rivoluzionare ma continuare, integrare, crescere».
 
«Con Matteo Cesarini abbiamo parlato del nostro ritorno al palaghiaccio - sono ancora le parole del neo presidente - Lavoriamo assieme per costruire qualcosa legato anche agli spazi di via Albani».

«Sognare è la cosa più bella della vita - conclude Bino parlando ai tifosi - Devèze è il primo segnale, vogliamo arrivare in fondo e il mio sogno è riempire il nuovo palaghiaccio. Vorrebbe dire che stiamo facendo bene. A Varese basta una scintilla per accendersi, basta vedere le 300 persone arrivate a Sanremo per sostenere il Varese. Noi vogliamo prolungare quella scintilla, e tenere acceso il fuoco».

Andrea Confalonieri


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