L’Ufficio della caccia e della pesca (UCP) comunica che nella notte di lunedì 11 aprile si è verificata un’aggressione a 13 ovini a Novazzano, in Canton Ticino, al confine con l’Italia: sbranati dieci agnelli e tre pecore.
Al momento l’ipotesi dell’attacco è attribuita o a un lupo o a un cane di simili dimensioni. Saranno poi le analisi del DNA sui prelievi raccolti tempestivamente dai guardacaccia di zona a confermare l’autore dell’attacco.
In attesa di un riscontro sicuro, il caso viene trattato come se l’aggressione fosse stata effettuata da un lupo: in questo caso per il Ticino si tratterebbe della presenza più a sud e in un’area particolarmente edificata. Proprio quest’ultimo aspetto porta a ipotizzare che si tratterebbe verosimilmente di un esemplare in transito.
Le verifiche svolte dal competente Ufficio della consulenza agricola confermano che, al momento dell’attacco, gli ovini non erano protetti adeguatamente (presenza di una recinzione priva dell’elettrificazione e con installazione e manutenzione non corrette). Al riguardo l’Ufficio precisa che, per i casi di predazione da lupo, il Canton Ticino indennizza anche i capi non protetti.
In applicazione della strategia lupo Svizzera, da subito il perimetro è presidiato dai guardacaccia con un’intensificazione del monitoraggio attraverso fototrappole e con delle ronde notturne. In caso di avvistamento di lupi in prossimità degli insediamenti, gli agenti della polizia della caccia sono autorizzati ad eseguire dei tiri di disturbo con proiettili di gomma.
Queste prime azioni hanno l’obiettivo di monitorare il comportamento di questo predatore e di evitare che lo stesso si abitui alle persone e alle zone densamente abitate. Nel caso dovesse manifestare un comportamento problematico, ad esempio se non ha timore dell’uomo o se si avvicina almeno 3 volte all’abitato durante le ore diurne, sulla base della Strategia lupo svizzera l’Autorità competente avrà gli elementi per l’entrata in materia di un abbattimento.




