Curve. Velocità. Strade di montagna. Soprattutto, tanta passione.
Questi sono stati gli ingredienti principali della 30° edizione del Rally Internazionale dei Laghi, che, per due giorni, sabato 26 e domenica 27 febbraio, ha portato nel nostro territorio emozioni inimmaginabili.
I 110 equipaggi (97 del rally moderno, 13 dello storico e 7 della regolarità sport) hanno percorso nel minor tempo possibile i tre tratti Sette Termini (9,7 km), Cuvignone (7,5 km) e Valganna (11,4 km), ripetuti tre volte il primo, due volte gli altri due.
L’obiettivo? Aggiudicarsi il podio, un traguardo raggiunto dai tre favoriti “di casa” Spataro, Di Palma e Freguglia.
Stanchi, ma soddisfatti, i piloti e i loro navigatori hanno concluso il weekend di gara alla Schiranna, dove hanno ricevuto non solo le coppe, ma anche un sentito applauso dal pubblico che osservava da lontano.
Medaglia di bronzo al varesino Giuseppe Freguglia, che, in gara insieme al palermitano Marco Pollicino a bordo della Skoda Fabia R5, ha chiuso il Rally in 49 minuti e 53.6 secondi: «È andata bene, erano anni che non facevo questa gara. Varese si conferma sempre una bella gara».
Secondi nella prova 2, al Cuvignone, Giuseppe e Marco sono poi sempre riusciti a mantenere la terza posizione, risultato di cui non possono che essere soddisfatti.
Una forte emozione e, certo, un po' di rammarico, emergono dalle parole del malnatese Giuseppe “Giò Di Palma, già vincitore del Rally nel 2018 e 2019, primo assoluto fino all’ultima prova, quando un guasto tecnico – la rottura dell’idroguida – alla loro VW Polo R5 ha costretto lui e il suo navigatore “Cobra” a rallentare la propria corsa e a concludere la gara in 49 minuti e 23.8 secondi.
«È difficile gestire l’emozione in questo momento, rimango contento di quello che ho fatto sulla strada, sicuramente i cedimenti meccanici succedono, la macchina fino a quel momento è stata impeccabile, faccio i complimenti ad Andrea, si è meritato il primo posto».
In testa alla classifica, Andrea Spataro, un passo dietro rispetto a Di Palma fino alla settima prova (ma con il tempo migliore in prova 6 – 6 minuti e 47.8 secondi). In gara con la fidanzata Alessia Muffolini, i due hanno guidato la Skoda Fabia R5 senza mai mollare, neanche al Cuvignone di stamattina, quando «abbiamo rischiato di fare un disastro, abbiamo fatto un dritto poi una retromarcia, non abbiamo mai mollato o abbassato la guardia, abbiamo cercato di mantenerci comunque abbastanza vicini».
Arrivata dopo 48 minuti e 55.6 secondi, è stata una «vittoria non calcolata», quindi, per il luinese, ma accolta con orgoglio e felicità.
«Avremmo voluto il pubblico – conclude l’organizzatore del Rally, Andrea Sabella – non ci si rende conto che per noi è una complicazione in più non averlo, dobbiamo allestire le prove come se il pubblico ci fosse, per poi fare in modo che nelle aree protette entri solo chi ha fatto un certo tipo di procedura, per noi è più complicato. E poi, vogliamo l’abbraccio del pubblico. La prova in notturna? È più complicata da gestire, ma è stato bello rivedere, dopo 29 anni, i fari di notte!».
Non sappiamo come sarà l’edizione n.31 della competizione di casa. Quello che è certo è che non mancheranno mai l’energia e la voglia di mettersi in gioco che il Rally dei Laghi porta con sé.






















































