Calcio - 28 gennaio 2022, 17:20

Un grande sogno da rincorrere assieme: ecco perché il Varese merita un grande pubblico

Domani anticipo casalingo con la Lavagnese (14.30), prima di tre gare in otto giorni con i biancorossi secondi in classifica. Ecco perché tornare allo stadio: per difendere il fortino imbattuto del Franco Ossola, perché da 5 anni non eravamo così vicini alla C, perché il Novara è l'avversario scritto nel destino, perché la squadra è fatta da varesinità, gioventù, talenti e rivincite, perché tutte le cose belle sono partite dal basso e perché è tornato il vento di Masnago...

Bandiere biancorosse al vento sul pennone dei distinti (foto Ezio Macchi)

Bandiere biancorosse al vento sul pennone dei distinti (foto Ezio Macchi)

Tre partite in 8 giorni di cui 2 al Franco Ossola, la seconda con il Novara capolista a +8: tra domani (ospite a Masnago la Lavagnese dalle 14.30: è la squadra che ha giocato meglio contro i biancorossi nelle 18 gare già disputate) e domenica 6 febbraio, il Varese difende il suo fortino ancora imbattuto, il secondo posto e, chissà, un sogno.
Ecco perché la squadra di Ezio Rossi meriterebbe il sostegno della città e l'appoggio di un grande pubblico (record stagionale: gli 800 spettatori presenti con il Casale).

Perché il Franco Ossola è tornato un fortino ed è imbattuto da inizio campionato: non succedeva una cosa simile dai tempi di Beppe Sannino e Sean Sogliano. E sappiamo tutti come va a finire quando a Masnago non passa nessuno e quando ti avvicini a uno stadio che non è solo uno stadio.

Perché il Varese non era secondo in classifica a un solo ostacolo dalla serie C da cinque anni (allora, però, era favorito mentre oggi è lo sfidante), e solo il Varese è stato pluri tradito, ferito e perfino ucciso in questi cinque anni prima di rinascere e tornare a sognare, quindi solo il Varese sa cosa ha dovuto subire per essere di nuovo qui a giocarsela e vedere le stelle.

Perché il pubblico del Varese, quando decide di scendere in campo, lo fa per una squadra che merita il suo amore fino alla fine. E questo è il momento di farlo.

Perché avvicinarsi con una sciarpa biancorossa in una giornata di vento al Franco Ossola sapendo di giocarsi il primato ci riporta tutti a casa, come bambini a cui hanno fatto il regalo chiesto a Babbo Natale. 

Perché in campo ci sono i varesini come Disabato e Gazo, ci sono i giovani come Parpinel e Trombini, ci sono talenti come Mamah, ci sono guerrieri come Cantatore e D'Orazio, ci sono varesini adottati come Piraccini e Mapelli, ci sono rivincite da prendersi a suon di gol come quelle di Cappai (contro il destino) e Di Renzo (contro le attese), ci sono ragazzi da amare e da fare sentire a casa. Ragazzi che ancora non sanno di cosa è capace il pubblico del Varese quando scende davvero in campo.

Perché tutte le grandi storie, al Varese, sono partite a fari spenti dal gradino più basso, da Parabiago e Castelveccana e ancora prima da un'autoretrocessione nei dilettanti con Claudio Milanese e da una trasferta in auto ai tempi di Soldo quando non c'erano i soldi neppure per la benzina. Quando riparte da zero, il Varese risale sempre perché incontra qualcosa che gli altri non conoscono: l'umiltà, il piacere del sacrificio e delle piccole cose, la bellezza di fare un passo alla volta, il senso della sfida ai giganti.

Perché il Novara è l'avversario scritto nel destino di tutte le scalate, e lo sarebbe stato anche in serie B, quando mancava solo un ultimo passo, se il Varese fosse arrivato in finale eliminando il Padova.

Perché ci sono tifosi che allo stadio non possono più venire come Alfredo Luini e Luca Alfano, eppure vorrebbe farlo: e allora facciamolo noi per loro. E perché ce ne sono altri che non ci sono più, da Ottavio Biasibetti a Lario e Marisa Mambretti, che però ci hanno insegnato a esserci sempre, anche quando non potevano vedere la partita ma solo sentirne i rumori.

Perché il centro sportivo delle Bustecche cresce un passettino alla volta, perché questo Varese è fatto anche da steward e tuttofare che in cambio del loro impegno si accontentano di accogliere i tifosi in uno stadio pulito e in ordine, e anche loro meritano più pubblico, perché non sono stati spesi tanti soldi come nelle altre piazze di vertice ma quei soldi spesi nascono da una riscatto, da una promessa, da un cerchio mai chiuso, perché ci sono tanti giovani che aspettano solo un segnale per tornare a indossare la maglia del Varese, perché da cosa nasce cosa e da una vittoria in otto partite (ultima sconfitta il 7 novembre) sono arrivate otto partite utili consecutive (6 vittorie).

Perché Ezio Rossi arriva da lontano, corre e non si ferma mai, anche quando scala il Sacro Monte e sembra uscito dall'ultima pagina di un libro su Peo Maroso, una storia che profuma di un calcio romantico dove i fili vengono tirati dal cielo, non c'è bisogno di farsi amare ma solo di pedalare, e il traguardo è scritto nel destino.

Perché tutti abbiamo avuto un papà, un nonno, un amico, un fratello, una compagna o un compagno, un figlio, una famiglia, un tifoso, un idolo che su quei gradoni ha lasciato un pezzetto di cuore, impigliato al nostro: è il momento di ricordarcelo e di aiutare quelle maglie biancorosse indossate da ragazzi che meritano di conoscere il vento del Franco Ossola, com'è accaduto a noi almeno una volta nella vita grazie a quel papà, quel nonno, quell'amico, quel fratello, quella compagna o compagno, quel figlio, quella famiglia, quel tifoso, quell'idolo che ci portava lassù, su quei gradoni e quel cemento duro difficili da scalare per chiunque.

E infine perché, per tutti quelli che non vengono più allo stadio da tanto tempo e hanno perso contatti con il Varese, è il momento giusto per riscoprire un vecchio e intramontabile amore, varcando i cancelli per accorgersi che tutto è uguale a come lo avevano lasciato: undici maglie biancorosse escono dal tunnel mentre il Franco Ossola ruggisce "Va-re-se, Va-re-se". 

Le parole di Ezio Rossi prima di Varese-Lavagnese

Viviamo una partita alla volta. Inizia un nuovo campionato: di solito a gennaio tutti pensano a giocare, poi, quando i punti iniziano a diventare pesanti, la solfa cambia... Andiamo avanti con la nostra filosofia, dobbiamo difendere la mentalità vincente e la maturità acquisite. Sapendo che, di partita in partita, troveremo difficoltà diverse ma che potremo mettere in campo 24 titolari.

Le squadre forti sono quelle che nei momenti che contano non prendono gol e fanno le cose decisive per vincere, vedi Nadal. Potrebbe essere molto più difficile giocare domani o mercoledì a Fossano che contro il Novara, basta saperlo. Bilancio positivo a metà campionato? Non conta nulla, deve esserlo alla fine. Si può anche sbagliare mezza partita come accaduto a Saluzzo ma il Varese deve restare una macchina che va... 

La Lavagnese ha qualità, è propositiva, cerca di giocare e ci metterà in difficoltà, ha attaccanti importanti ed esterni rapidi: è una squadra che mi ha impressionato anche a Novara dove ha fatto la partita.

Resteranno fuori Tosi, che ha giocato con la mano rotta e ha un tutore, oltre a Leonardo Baggio e Gazo (affaticamento muscolare: lo teniamo buono per mercoledì a Fossano). Mamah e Cappai rientrano, anche se quest'ultimo - con tutti i guai avuti - è come se fosse a fine preparazione.

In classifica ci sono 9 squadre in 7 punti, la corsa al secondo posto è aperta a tutti. E magari è aperta anche allo stesso Novara.
Ezio Rossi

___________

Il presidente Stefano Amirante ha comunicato che il terzo portiere, Morgan Pedretti, classe 2002, è stato trasferito in prestito al Verbano dove giocherà. Mercato riaperto: «Opereremo solo per qualche giovane interessante e di prospettiva».

SABATO 29 GENNAIO

Ore 14.30: Varese-Lavagnese, Rg Ticino-Casale

DOMENICA 30 GENNAIO

Prima di ritorno, ore 14.30: Asti-Novara, Borgosesia-Chieri, Bra-Saluzzo, Derthona-Vado, Imperia-Gozzano, Ligorna-Fossano, Sanremese-Caronnese, Sestri-Pont Donnaz.

MERCOLEDI' 2 FEBBRAIO

14.30: Fossano-Varese

DOMENICA 6 FEBBRAIO 

14.30: Varese-Novara

CLASSIFICA

Novara 41, Varese, Sanremese*** 33, Chieri 32, Borgosesia 30, Pont Donnaz**, Vado***, Derthona** 28, Casale* 27, Gozzano 26, Bra*** 24, Sestri Levante*** 23, Asti* 20, Ligorna**, RG Ticino 18, Lavagnese 16, Caronnese, Imperia**, Fossano 15, Saluzzo 11

*16 partite giocate; **17 giocate; ***19 giocate; tutte le altre 18 giocate

I biglietti di Varese-Lavagnese

Città di Varese-Lavagnese, gara della ventesima giornata del campionato di Serie D, si giocherà sabato 29 gennaio alle 14.30 al “Franco Ossola”.

I biglietti del match sono acquistabili fino alle 23.59 di venerdì 28 gennaio sulla piattaforma Diyticket.it, mentre sabato - giorno della partita - sarà possibile acquistarli al botteghino dello Stadio in via Vellone dalle ore 13.

I prezzi dei biglietti sono 16 euro per la tribuna centrale e 12 euro per la tribuna laterale (è prevista la riduzione a 10 euro per i minori di 16 anni e gli over 70); per il settore distinti il prezzo è 8 euro, mentre il biglietto ridotto (minori di 16 anni e over 70) costerà 6 euro. Settore ospiti chiuso. 

Sabato l’accesso per la tribuna sarà da via Vellone, con i cancelli che apriranno alle 13.30 e chiuderanno alle 14.40: l’accesso all’impianto, come previsto dalle disposizioni di legge, dai 12 anni compiuti sarà consentito esclusivamente a chi è in possesso del cosiddetto Green Pass rafforzato ottenibile con il completamento del ciclo vaccinale o la guarigione da Covid da meno di sei mesi. All’interno dello stadio si dovranno indossare i dispositivi di protezione delle vie respiratorie.

Andrea Confalonieri


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