Varese - 25 gennaio 2022, 17:00

VIDEO. Varese saluta il vice questore Fabio Mondora nella Basilica di San Vittore

Stretti intorno ai famigliari, una folla di amici e i colleghi del "poliziotto buono". Da Roma anche il Prefetto Francesco Messina, ex questore di Varese: «Era un uomo capace di dare grande disponibilità alla Polizia di Stato perché credeva nella Polizia di Stato e lo ha fatto fino agli ultimi giorni della sua vita»

VIDEO. Varese saluta il vice questore Fabio Mondora nella Basilica di San Vittore

Famigliari, amici, colleghi, i vertici delle forze dell'ordine e le istituzioni cittadine, in una Basilica gremita per l'ultimo saluto al vice questore Fabio Mondora, scomparso domenica dopo aver combattuto contro un brutto male (leggi QUI).

 Il "poliziotto buono" che a Varese, ma ovunque ha prestato servizio negli anni, ha coltivato amicizie e seminato amore e rispetto. «Uomo di speranza, come cifra della sua esistenza. Una vita vissuta seminando bene e bontà con la sua capacita di entrare in relazione con le persone. Era facile volergli bene», lo ha ricordato il cappellano della Polizia di Stato, don Giorgio Spada che ha celebrato la funzione insieme al Prevosto di Varese, Monsignor Luigi Panighetti.

Un bene seminato che non andrà mai perso e la riprova è l'affetto che oggi ha circondato la famiglia di Mondora, la moglie Cristina e i figli Elisa, Eleonora e Alberto durante la cerimonia scandita dal suono delle trombe, con il picchetto d'onore dei colleghi intorno alla bara su cui sono stati posati il berretto, la sciabola e un cuscino di rose bianche.



Il capo di gabinetto Francesco Pino ha recitato la preghiera della Polizia di Stato e da Roma è arrivato anche il Prefetto Francesco Messina a capo della Divisione centrale anticrimine, che a Varese è stato questore quando Mondora dirigeva la Digos e insieme hanno collaborato anche a Torino. «Non è difficile parlare di Fabio per chi come me lo ha conosciuto più di 30 anni fa - ha ricordato - Un uomo per bene, un grande professionista, un amico. Il nostro è stato un rapporto che è durato tantissimi anni e io sono stato onorato di averlo frequentato anche professionalmente nel corso della mia carriera. Abbiamo lavorato insieme in posti diversi del nostro Paese, abbiamo affrontato insieme situazioni delicate e complesse. Era un uomo capace di dare grande disponibilità alla Polizia di Stato perché credeva nella Polizia di Stato e lo ha fatto fino agli ultimi giorni della sua vita. Forse poteva avere di più ma non abbiamo avuto il tempo per dargli di più per l’impegno profuso nella sua professione e ci lascia l'amaro in bocca. Oggi il nostro dispiacere deve essere colmato dalla consapevolezza che oggi Fabio non soffre più e adesso ha raggiunto la serenità. Chiudo il mio saluto con le parole di una collega: Soffriva, ma quello che ricordo è che il giorno dell'ispezione era presente in uniforme, con quello sguardo sereno e competente che infondeva fiducia e sicurezza, con quell’atteggiamento mite che è la forza dei grandi. E in questo suo modo di essere, nonostante la malattia, mi è stato da insegnamento. Io non so se c’è altro, ma questo suo passaggio in questa vita ha lasciato una traccia e già questo lo consegna all’eternità».

Anche la famiglia lo ha voluto ricordare. La figlia Elisa lo ha voluto ringraziare «per non avermi mai fatto mancare nulla e per aver sempre cercato di realizzare i miei sogni. Dicevi di voler fare un ultimo viaggio tutti insieme, ma non siamo riusciti ad organizzarlo, e hai pensato di partire da solo lasciandoci qui ad aspettarti, nella consapevolezza che non tornerai più. Mi hai insegnato a non aver paura delle cose, ma adesso ho paura di sapere come sarà vivere senza te e diventare grande senza di te. Desideravo solo che restassi qui ancora un po, il tempo necessario per restituirti almeno un millesimo di quello che hai fatto per me. Ciao papà». La sorella Lara: «Potete piangere perché sono andato o sorridere perché ho vissuto. Potete chiudere gli occhi e pregare perché ritorni o aprirli e vedere tutto ciò che ti ci ha lasciato. Potete ricordarvi di lui perché non c’è più o conservare il suo ricordo e farlo vivere. Ti abbiamo amato profondamente e sarai con noi tutti i giorni per ricordarci l’amore che ci hai trasmesso e la pace che hai finalmente trovato. Ciao Fabio, adesso sei diventato il nostro angelo e sappiamo che ci sarai sempre vicino a proteggerci».

Al termine della cerimonia il feretro è stato salutato in piazza San Vittore da un grande applauso.



Valentina Fumagalli

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