Basket - 14 gennaio 2022, 15:29

Roijakkers, il "tecnico": «Siamo i peggiori in difesa, ora si cambia. Se non credessi nella salvezza non sarei qui»

Presentato il nuovo coach, già delle prime parole apparentemente molto diverso dal suo predecessore: «Sono stato contattato per la prima volta a capodanno, è un onore essere qui. Varese è una sfida importante, dobbiamo tornare a vincere per fare clic». Arcieri sul mercato: «Reyes è forte e ci darà una gran mano. Gentile e Keene non sono sul mercato»

Roijakkers, il "tecnico": «Siamo i peggiori in difesa, ora si cambia. Se non credessi nella salvezza non sarei qui»

La prima notizia è indubbiamente questa: Vertemati era in bilico da ben prima della sconfitta contro la Fortitudo Bologna di domenica scorsa, tanto che il suo sostituto presentato oggi – Johan Roijakkers – è stato contatto il giorno di San Silvestro per la prima volta. Lo ha raccontato, con candore, lui stesso, durante la conferenza fiume che lo ha presentato alla stampa varesina.

La seconda è che il nostro, almeno a parole, si è svelato in modo molto diverso rispetto al suo precedessore. Per un punto, in particolare: la manifesta intenzione di parlare di gioco e di tecnica. Là dove il coach di Cornaredo si era sempre tenuto lontano, anche durante i suoi esordi davanti ai microfoni, Roijakkers è stato una dovizia di particolari: la difesa sul pick and roll, le palle perse da forzare agli attacchi avversari, il ritmo maggiore da cercare in attacco. Eccetera.

Più che una conferenza, a tratti, è stato un clinic, in attesa che le vere differenze rispetto a un recente passato di sconfitte e problemi si scorgano sul campo. L'unica cosa che conta.

Roijakkers sia, quindi. C’è un’altra frase “atta” a gasare l’umore di queste tristi lande cestistiche. L’olandese – maglietta e calzoncini corti, pronto per l’allenamento - la ripete due volte. Esce chiara: “Se non credessi nella salvezza non avrei fatto le valigie dalla Germania…”.

A presentarlo Michael Arcieri (insieme a Mario Oioli), calato nella parte del padrone di casa. E non solo con la presenza, ma anche con le parole (leggete poi).

Ecco un sunto delle dichiarazioni del nuovo condottiero biancorosso.

Le prime sensazioni: “Varese è una sfida importante e qui sto trovando un’ottima organizzazione. E’ conosciuta ovunque, ha tradizione, è un onore anche essere arrivato nel campionato italiano. Ora la cosa più importante sarà ritrovare la vittoria, potremmo fare un vero clic mentale con un successo. Mi sono già confrontato con una situazione simile a Gottingen e sono riuscito a evitare la retrocessione”.

Le prime impressioni sulla squadra: “Abbiamo fatto un solo allenamento e Giancarlo Ferrero mi ha aiutato molto a tenere alto il livello vocale dello stesso. Ho visto una squadra piena di energia, ora dovremo metterla in partita. La prima cosa da sistemare è la difesa, perché siamo la difesa peggiore del campionato: non posso cambiare tutto e dobbiamo partire da quella. Semplificherò la difesa sul pick and roll: ci sono troppe opzioni ora. Poi forziamo troppe poche palle perse e proteggiamo male l’area. In attacco sicuramente dovremo aumentare il ritmo e muovere la palla più velocemente”.

Sul suo arrivo: “Il primo contatto con Varese è stato il 31 dicembre. Sono stato chiamato da Chris Fynch (coach dei Minessota Timberwolves ndr), sapendo così che Varese stava cercando un nuovo allenatore. Mi ha chiamato anche Gersson Rosas (ex presidente dei Wolves e grande amico di Scola ndr) e dieci minuti dopo eravamo in una chat su what’s app con Scola . Poco prima di stappare lo spumante stavamo discutendo. Poi tutto è andato liscio e abbiamo chiuso la trattativa”.

Sul mercato ancora da concludere: “E’ ancora presto per dire chi sarà il nuovo centro. Visto che sarà l’ultimo movimento di mercato non possiamo sbagliarlo. C’è un’organizzazione dietro di me che ci sta lavorando molto bene”.

Sulla nuova guardia Justin Reyes: “Sì, sono stato coinvolto nella sua scelta, è un buon giocatore e penso che possa esserlo anche per un campionato europeo. Va a riempire una posizione importante e potrà costituire anche un’alternativa ad Alessandro Gentile. Sono molto felice che arrivi”.

Sul campionato italiano: “E’ una buona lega, non la conosco direttamente ma ne ho scoutizzato diversi match, non solo perché ho incontrato l’anno scorso (in BCL) Fortitudo e Sassari, ma anche per aver visionato giocatori che interessavano ai club che ho allenato. Penso sia superiore a ogni livello rispetto al campionato tedesco. Di Varese conoscevo già Beane, Sorokas, Vene e Gentile. Quanto ci vorrà a trovare la nostra strada? Non lo so, ma un cambiamento ci deve essere”.

Sul prossimo avversario, la Reyer Venezia: “C’è poco tempo per preparare la partita, anche se ringrazio Alberto Seravalli e Matteo Jemoli per il loro enorme aiuto. Venezia è una squadra forte, soprattutto per come mette gli avversari in difficoltà con la difesa: si vede che è allenata da anni dallo stesso allenatore. Dovremo limitare il tiro da 3 di Bramos e Vitali”.

Su come sia fuori dal campo: “Organizzato, seguo il calcio olandese (tifa PSV ndr), amo passeggiare. Non ho una famiglia: è stato facile quindi venire qui subito, ho fatto due valigie e sono partito”

Di mercato ha parlato anche Michael Arcieri: “Reyes? Ho parlato con un sacco di persone prima di decidere di prenderlo: la sua valutazione è molto molto alta. Il suo allenatore all’università, mio amico, mi dice che è cresciuto ogni anno. Può segnare in diversi modi, darci flessibilità con Alessandro (Gentile ndr) e soprattutto aiutare la squadra ad avere più equilibrio: non deve segnare solo Gentile, o solo Keene, o solo Beane, ora vogliamo costruire una squadra vera. DI certo Justin ha appena finite la sua stagione in G-League, quindi è pronto”. E su Keene e Gentile: “Sono due giocatori di Varese ora: le chiacchiere di mercato non mi interessano”.

Fabio Gandini


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