Eventi - 29 dicembre 2021, 15:32

Sono già 25 anni senza Ivan Graziani: la sua "Lugano Addio" un inno al lago e alla sua gente

Il cantautore abruzzese, chitarra rock della musica italiana d'autore, ci lasciava il 1° gennaio del 1997 a soli 51 anni. Grazie alle nuove tecnologie sono stari "aperti" alcuni suoi nastri con tracce inedite su cui si sta lavorando per poterle pubblicare nel 2022

Sono già 25 anni senza Ivan Graziani: la sua "Lugano Addio" un inno al lago e alla sua gente

"Oh, Marta io ti ricordo così, il tuo sorriso e i tuoi capelli, fermi come il lago. "Lugano addio" cantavi, mentre la mano mi tenevi. "Canta con me" tu mi dicevi ed io cantavo di un posto che non avevo visto mai. Tu, tu mi parlavi di frontiere, di finanzieri e contrabbando, mi scaldavo ai tuoi racconti. "E mio padre sì" tu mi dicevi, quassù in montagna ha combattuto, poi del mio mi domandavi".

Sono alcuni versi di "Lugano Addio", una delle canzoni, verrebbe da dire poesie, di Ivan Graziani, un inno al lago, alla sua gente, ai suoi colori e alle sue storie, pennellati dalla voce e dalla chitarra di questo grande cantautore rock che ci ha lasciato troppo presto. 

Sono già 25 anni, era il 1° gennaio del 1997, che, a soli 51 anni, ci lasciava Ivan Graziani, il cantautore con la chitarra elettrica o, se si preferisce, la chitarra rock della musica d’autore italiana. 

Nato a Teramo, Graziani era un artista completo, capace di scrivere canzoni e romanzi, di dipingere e disegnare storie a fumetti, di cimentarsi insomma completamente nell’arte, un personaggio che ha lasciato l’idea di poter essere sempre fuori dagli schemi, oltre le righe, che ha fatto della sua poliedricità la tara artistica che lo distingueva da tutti gli altri.  

Dotato di sensibilità e ironia uniche, attento osservatore di micro storie che riusciva a rendere esaltanti e intriganti nelle sue canzoni, Ivan Graziani ha raccontato il Paese, la nostra Italia, quella meno evidente ma vitale della provincia - con le piazze e le stazioni dei treni, le vie di campagna, le donne dai nomi più o meno originali, con le colline e i campi a perdita d’occhio, le piccole città che vivono lente, da Lugano fino in Olanda, da Modena e Siracusa fino alla “Firenze triste” lungo Ponte Vecchio, raccontata in un piccolo grande capolavoro.  

Primo cantautore in assoluto a salire sul palco del Tenco nella primissima edizione del 1974; un album ("Pigro") considerato tra i 100 più belli della musica italiana dalla rivista Rolling Stone; una tecnica chitarristica che ha fatto scuola; due album-tributo, a rendergli omaggio molti dei grandi del pop e dell'indie; e canzoni come “Lugano Addio”, “Firenze (Canzone triste)”, “Monnalisa”, “Maledette malelingue”, “Signora bionda dei ciliegi”, per citarne alcune delle più note, che rimangono nella memoria collettiva.  

In questi anni, nel suo studio di registrazione, “Officine Pan Idler”, sono stati finalmente “aperti” con nuove tecnologie alcuni nastri lasciati dall’artista, all’interno sono state trovate molte tracce inedite su cui si sta lavorando per poterle pubblicare proprio nel 2022, a venticinque dalla sua scomparsa.

Questo è l’auspicio dei tanti fans club dedicati ad Ivan Graziani, che continuano assiduamente a ricordarlo andando alla “ricerca” di materiale di nicchia.

 

M. Fon.

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