Eventi - 17 dicembre 2021, 10:30

La festa di Natale degli architetti varesini è un inno alla professione: «Creiamo bellezza per il futuro»

Al Grand Hotel Palace cena per 150 e premi per gli associati. La presidente Elena Brusa Pasquè con il consiglio direttivo regala una matita da consumare e poi piantare: «La nostra opera è proprio questo: un segno, da curare. Il nostro augurio è che nel nuovo anno possiate far germogliare un nuovo progetto»

Qui e nella galleria fotografica, alcuni momenti della cena di Natale (foto di Zaira Tello)

Qui e nella galleria fotografica, alcuni momenti della cena di Natale (foto di Zaira Tello)

«Creiamo bellezza, da lasciare qui nel futuro. E, anche, attraverso il restauro, ridiamo vita al passato. Che bellissima professione la nostra!». Come una matita su un foglio, la traccia, il segno nella cena di Natale dell’ordine degli architetti la lasciano due decani della professione, 90 anni all’anagrafe e (più di) 60 di associazione: Ovidio Cazzola e Carlo Moretti

LE PREMIAZIONI

Ad ascoltare le loro parole martedì sera, al Grande Hotel Palace, 150 ospiti (quasi tutti) facenti parte dell’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della provincia di Varese, che annovera più di 2.000 associati e che, in controtendenza rispetto al resto d’Italia, continua a crescere: sono 60 i nuovi iscritti del 2021.

La cena di Natale è stata l’occasione per consegnare loro dei premi da parte del direttivo. Affiancata dalla vicepresidente Francesca De Tomasi, dal tesoriere Carlo Budelli e dal segretario Sergio Camisasca, la presidente Elena Brusa Pasquè ha omaggiato, oltre a Cazzola e Moretti, anche gli iscritti da 40 anni - Manuela Brusa Pasquè, Enzo Cantoni, Antonella Cassibba, Giovanni Imbriaco, Lino Lopez, Ettore Mocchetti, Maria Grazia Noris, Andrea Pellegatta, Andrea Piccinelli, Renzo Viganò -, che hanno ricevuto una spilla da appuntare alla giacca; e i neo-iscritti - erano presenti in 11: Ilaria Bianchi, Martina Brasca, Marco Colombo, Stefano Contini, Clara Gallazzi, Gioele Giudici, Innocenti Hembi, Tito Monestier, Fabrizio Palio, Danilo Torraco, Marco Zanini -, a cui è stato consegnato il loro timbro d’argento.  

Una targa è poi stata donata a Gian Franco Ferrario, Angelo Del Corso, Luigi Trentin e Matteo Devecchi (che lo ha ritirato nel nome della madre, Corinna Morandi, scomparsa da poco) per il loro prezioso contributo al progetto editoriale “Luigi Vermi, architetto del Novecento”. 

IL DONO E I SALUTI ISTITUZIONALI

«Sul vostro tavolo trovate un regalo per tutti voi - l’intervento indirizzato a tutti i presenti della presidente Elena Brusa Pasquè - È una matita speciale, che ad una delle sue estremità ha una capsula contenente dei semi: quando diventerà troppo corta per poter essere usata, potrete piantarla per vederla crescere. Un piccolo segno, un germoglio, che insegna i concetti di circolarità e sostenibilità. L’opera di un architetto è proprio questo: un segno, da curare. E il seme è il progetto che va curato e fatto crescere, con attenzione e qualità. Questo è il nostro augurio: far germogliare un nuovo progetto nel nuovo anno». 

Presenti alla cena anche diverse autorità. Il sindaco di Varese, Davide Galimberti, ha omaggiato così gli architetti: «Voi avete un compito importante: contribuire alle tante opere in corso di finanziamento. Consumate quella matita, creando con fantasia». 

«Vi porto il saluto di oltre 60.000 imprese del territorio che ho l’onore di rappresentare - le parole del presidente della Camera di Commercio, Fabio Lunghi - Ci sono tante risorse in arrivo, che dobbiamo “mettere a terra”: buon lavoro a tutti. Noi ci saremo sempre per collaborare con voi».

Insieme a loro, sono stati ospiti della serata anche il presidente e la direttrice di Ance (l’associazione dei costruttori), Massimo Colombo e Claudia Cozzi; il presidente degli ingegneri, Pietro Vassalli; gli assessori Andrea Civati (Varese) e Giorgio Mariani (Busto Arsizio); il provveditore agli studi Giuseppe Carcano; il regiù della Famiglia Bosina, Luca Broggini; i professori Dipak R. Pant e Stephane Jędrzejczak

Nel porgere a tutti gli auguri di buone festività, la presidente Elena Brusa Pasquè ha chiuso così: «Come scrisse Dostoevskij, “la bellezza salverà il mondo”. Ma condivido le parole di Salvatore Settis: la bellezza non salverà proprio nulla, se noi non salveremo la bellezza. Ed è proprio questo che dobbiamo fare noi con i nostri progetti. Buon Natale a tutti». 

redazione

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