Storie - 07 dicembre 2021, 18:55

Un Natale solidale grazie a «un’umanità che sa condividere»

Don Marco Paleari, parroco della Chiesa Kolbe di Varese, racconta il successo dell’iniziativa che, da sabato 27 novembre, ha già portato alla raccolta di oltre 300 scatole ricche di oggetti da donare a persone in difficoltà. Obiettivo: far sentire anche a loro il calore e «la gioia che solo la gentilezza può dare». La raccolta proseguirà per tutto il mese di dicembre

Un Natale solidale grazie a «un’umanità che sa condividere»

Ognuno di noi ha già tra le mani qualcosa che può donare. È arrivato il momento di farlo.

Questo potrebbe essere lo slogan dell’iniziativa promossa sabato 27 novembre e 4 dicembre dall’Associazione varesina 23&20, sotto la guida di Sonia Milani, e gestita in tandem con la Chiesa Kolbe, grazie al prezioso supporto di Don Marco Paleari.

Obiettivo delle due giornate era raccogliere scatole ricche di doni da donare alle persone più in difficoltà – la Chiesa di Viale Aguggiari è stata, oltre alla Caritas di Sant’Ambrogio, uno dei due luoghi di raccolta.

Una montagna di scatole…e di solidarietà

«L’iniziativa era già stata lanciata l’anno scorso, noi l’avevamo accolta e avevamo ottenuto una risposta notevole, ci siamo trovati quasi impreparati nella gestione sia della raccolta sia della distribuzione, ma ci siamo riusciti. Ci siamo trovati in mezzo a una vera e propria montagna di generosità!» racconta il parroco con orgoglio.

A fronte del successo, per il 2021 Sonia e Don Marco hanno giocato d’anticipo, iniziando mesi fa a «immaginare come l’attività avrebbe potuto essere gestita. Abbiamo pensato a una struttura semplice, che poi è la fortuna di questa modalità, suggerisce alle persone qualcosa che sanno già fare, hanno già tra le mani gli oggetti per le scatole, puntiamo su un’umanità bella che è ancora capace di condividere».

«La cura diventa generosità»

Un aspetto particolarmente apprezzato, rispetto allo scorso anno, è stato un ampliamento dello sguardo, «oltre ai bambini, anche gli adulti possono essere in difficoltà, ci state anche scatole dedicate ai nonni. Chi ha ascoltato l’appello dalla pandemia, ha capito che il bisogno è a 360 gradi e che il dono deve essere di qualità, non si regala lo “scarto”, ma si cerca ciò che ha un valore anche affettivo. Le scatole che noi consegniamo sono confezionate, proprio come un regalo per una persona cara, la cura diventa gentilezza, anche impacchettare la scatola è un gesto che fa la differenza, oltre al fatto che il pacco è bello da vedere».

Anche i bigliettini che accompagnano le scatole hanno colpito, alcuni per la finezza del messaggio, altri per la tenerezza della grafia infantile, «soprattutto in alcune condizioni il biglietto dà calore più di un abito o un oggetto, senza contare che è un modo per “costringere” a prendere in mano carta e penna e non scrivere un messaggio al computer».

Durante i due sabati, sono state raccolte più di 100 scatole a Sant’Ambrogio, oltre 200 alla Kolbe «e poi ci sono quelle di Sonia. Dicembre è appena iniziato, c’è ancora tanto passaparola, le persone continuano a contattarci per portare le scatole».

La gioia del dono

«Quello che, prima di tutto, vorrei dire – conclude Don Marco – è “grazie”. La gratitudine è una grande forza, perché chi può regalare qualcosa significa che quel qualcosa è dentro di lui. Se potete, fate voi stessi il gesto di donare, la persona bisognosa è sempre vicino a voi, anche un vicino di casa, o un amico. Quando si regala qualcosa e si vede la gioia di chi la riceve, la gratitudine si diffonde e anche noi siamo felici».

 

Chi fosse interessato all’iniziativa delle scatole solidali o volesse sapere dove e quando consegnarle, può contattare Don Marco Paleari allo 0332.224274.

Giulia Nicora

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