L’assemblea di Varese nel Cuore non poteva che accogliere con entusiasmo il vento di novità che spira in questo strano autunno della Pallacanestro Varese.
Mentre la squadra in campo è entrata in un vortice di problemi tecnici e di accidenti esterni (il Covid) da cui non sarà semplice uscire, mentre un pezzo della società (Conti) è uscito sbattendo più o meno la porta e lasciando una certa delusione dietro di sé quantomeno per i tempi scelti per sbatterla, e mentre tutto l’ambiente - ex compresi - è in fermento, alla stessa porta di cui sopra c’è qualcuno pronto a parlare di futuro.
Il consorzio non sarà più solo: la trentina abbondante di piccoli proprietari che si è riunita questa sera al cospetto del presidente Alberto Castelli ha deliberato di concedere opzioni di acquisto di quote sia a favore di Luis Scola, da un mese e mezzo amministratore delegato della società biancorossa, che a favore di Orgoglio Varese. Era già successo due anni fa che Varese nel Cuore aprisse a una possibilità di affiancamento esterno: all’epoca si era sperato in Gianfranco Ponti e nella stessa Orgoglio Varese dopo espresse - e dichiarate coram populo - promesse, ma in entrambi i casi non se ne è fatto nulla.
Ora le prospettive sembrano diverse e assai più concrete. Scola si è presentato al consesso odierno, ha illustrato il suo progetto, mettendo il settore giovanile al centro di tutto: il vivaio - secondo la visione dell’argentino - dovrà rientrare nel pieno controllo della società, con o senza la collaborazione di Ponti, dovrà avere una base molto ampia e dovrà essere una fonte indispensabile di giocatori per la prima squadra e di prospettive anche economiche.
I numeri? Sia Orgoglio Varese che Scola da qui a giugno potranno rilevare il 10% delle quote. Almeno sulla carta, però, la strada dell’ex campione è già tracciata ed è molto più lunga: arriva fino al 51%, ovvero fino al controllo della società. Per percorrerla ci vorranno cinque anni. Nel 2027 Varese nel Cuore potrebbe quindi scendere dal possesso del 95% attuale (il 5% è de Il Basket Siamo Noi) fino al 34% (51% Scola, 34% Varese nel Cuore, 10% Orgoglio Varese e 5% il Trust).
Nuovi soci non significherà automaticamente più ricchezza, o meglio più sostanze da spendere, attenzione. Almeno in prima battuta. Significherà invece maggiore sostenibilità. Questo perché il valore economico-finanziario attuale di Pallacanestro Varese non permette voli pindarici sulla remunerazione delle quote acquistate, quindi chi entrerà non ricoprirà d’oro (eufemismo) le casse di piazzale Gramsci. Ma farà parte della “squadra”, quella che fuori dal campo ogni anno fa i conti, piange salato e apre il portafoglio, sobbarcandosi i debiti in proporzione e permettendo così finalmente allo storico sodalizio cestistico di guardare avanti sapendo di poter contare non solamente sullo sforzo abnorme dei piccoli imprenditori varesini consorziati. Come può questo non far felice e non far rifiorire la voglia e l’ottimismo di chi da anni sente addosso tutto il peso di una sopravvivenza che finora non ha conosciuto alternative?
La crescita, di mezzi e quindi di ambizioni, sarà invece un obiettivo da raggiungere con il lavoro, dello stesso Scola e di chi con lui farà parte dell’organigramma. Un lavoro teso ad aumentare le entrate attraverso tutte le strade percorribili, dagli sponsor al marketing allo stesso settore giovanile. Un passo alla volta.




