Non sarà tra i candidati che si affronteranno nell’imminente sfida per Palazzo Estense, ma il suo “osservatorio” da segretario cittadino del Partito Democratico permette a Luca Carignola una visione completa della battaglia che si è consumata nella campagna elettorale che volge al termine.
«La stessa ha dimostrato che Galimberti è l’unica scelta possibile per Varese, perché lui e la squadra che lo sostiene partono da una credibilità di cose fatte che sono sotto gli occhi di tutti i cittadini - afferma - L’elenco è lungo: è stata messa mano a una serie di problemi che la città si trascinava da decenni e questo è segno di forza e di concretezza. Un esempio valga per tutti: gli interventi che hanno cambiato e cambieranno l’ingresso in città dall’autostrada».
Non così si può dire dall’altra parte della barricata, sostiene il segretario PD: «Sarò io distratto, ma da parte di Bianchi non ricordo proposte. Anzi, solo un paio: il “quinto piano” dell’ex Caserma Garibaldi, che non esiste, e l’accordo per il parcheggio dei dipendenti all’ospedale Del Ponte, che si è rivelato fasullo. Ci accusano di non avere una visione della città: è vero proprio il contrario. Abbiamo dimostrato di averla e con i fondi che arriveranno dall’Unione Europea riusciremo a completare l’opera già iniziata: è evidente che, avendo aperto parecchi fronti, abbiamo bisogno di un secondo mandato per completare l’opera».
«Credo - continua Carignola - che anche che la scelta del centrodestra di politicizzare la competizione sia stata sbagliata: i varesini sapranno giudicare sulla base dei programmi e della credibilità delle persone, non facendosi influenzare dall’avvenuta sfilata di ministri, capi politici e consiglieri regionali che su Varese vogliono solo mettere una bandierina».
Il segretario rispedisce anche al mittente due tra le critiche più utilizzate dagli avversari nei confronti dell’amministrazione Galimberti, la “mancanza di ascolto” dei cittadini e il fatto di aver allargato la coalizione che tenterà di rigovernare Varese anche al Movimento 5 Stelle: «La prima è smentita dai fatti: finché non è intervenuta la pandemia, Galimberti ha avuto uno sportello aperto in cui ha ricevuto i varesini. E non solo lui: tutti gli assessori, i consiglieri comunali e i responsabili dei vari gruppi politici e civici a sostegno sono sempre stati con le orecchie ben tese verso le esigenze dei cittadini. Sui 5 Stelle dico che il loro coinvolgimento è semplicemente il segno del fatto che questa amministrazione ha allargato il suo consenso e quindi va visto in positivo e non in negativo. Il nostro programma è stato sottoscritto da tutte le forze politiche in tempi non sospetti, cioè mesi e mesi fa: si presenta quindi come condiviso e coerente».
L’ultimo appunto riguarda la salute: «È il primo punto del programma di Galimberti ed è un simbolo della nostra serietà, perché si tratta di un tema al quale anche i Comuni dovranno dedicarsi nel prossimo futuro, come ci ha insegnato l’ultimo anno e mezzo che abbiamo vissuto. Dall’altra parte non c’è attenzione, invece, al medesimo argomento».




