Campus dove si alternano allenamenti e studio per i nostri ragazzi, una festa dello sport cittadino sullo spirito di quella del rugby che coinvolga tutte le società e associazioni del territorio, una seconda pista del ghiaccio «perché una sola non è mai bastata neppure prima dei lavori al palaghiaccio», aree sportive riqualificate a partire da quella da aprire in via Crispi, con campetti all'aperto dove i ragazzi possano giocare in sicurezza: sono alcune delle proposte concrete di Andrea Longhi, candidato al consiglio comunale nella lista di Varese Ideale a sostegno di Matteo Bianchi sindaco.
Più di quello che è stato fatto, o non fatto, conta ciò che si può e si deve fare: è lo spirito con cui Longhi punta a far sì che Varese città dello sport lo sia davvero, e non solo nelle classifiche dei giornali, coinvolgendo i giovani e trovando spazi adeguati perché la vocazione sportiva varesina non resti solo sulla carta o nelle pagine di storia.
«Vorrei che tutte le palestre comunali, anche quelle attualmente chiuse, vengano aperte ai ragazzi della città e diventino la casa di tutti, dove giocare e fare attività sportiva - spiega Longhi, che nei valori dello sport è cresciuto e non solo perché è vice presidente dei Mastini dell'hockey - Chi amministra la città deve anche favorire una sinergia tra le società e le associazioni, facendo da "collante" capace di unire: in questo senso punto su una festa dello sport cittadino, partendo dalla spirito di quella del rugby, a cui possono partecipare tutti, dal canottaggio all'hockey e alla ginnastica, organizzandolo magari gazebo e appuntamenti su più giorni».
Si è tanto parlato di impianti sportivi, vecchi e nuovi: Longhi propone una «maggiore sinergia tra pubblico e società, favorendo gli investimenti dei privati», mentre dal punto di vista degli spazi dove permettere ai giovani di crescere, esaltando la cultura sportiva della città, l'idea del candidato consigliere è innovativa.
«Non bastano le prime squadre o i vivai, seppure importanti e qualificati, presenti a Varese: penso allora a una scuola dello sport o a un campus come quelli che esistono in Val d’Aosta e in Alto Adige. I ragazzi si allenano la mattina, poi vanno a scuola, quindi fanno il secondo allenamento e restano assieme a fare gruppo. Non penso solo all'hockey sul modello della Val d’Aosta, ma anche al basket: siamo la culla della pallacanestro, perché non prendere come esempio ciò che hanno fatto gli australiani a Gavirate e puntare su un campus per il basket?».
Olimpiadi 2026: Longhi ha le idee chiarissime. «Abbiamo portato a Varese le nazionali di canottaggio, nel 2026 possiamo fare lo stesso per esempio con la Finlandia, che sembra si sia interessata alla nostra città, nell’impianto nuovo di via Albani. Matteo Bianchi, inoltre, ha pienamente ragione quando dice che è necessaria una seconda pista del ghiaccio: una sola era già insufficiente prima, con la fame di ghiaccio che c'è in provincia, e lo sarà anche quando torneremo al Palalbani».
Longhi ha molte idee, non difficili da mettere in atto: dal palio dei quartieri, «che può dare un senso di unione alla città», a zone riqualificate di aggregazione sportiva rivolte ai giovani: «Sistemiamo i campetti come quelli di via Crispi, per esempio, facendo giocare a basket o pattinare in sicurezza i varesini, anche per impedire che finiscano altrove, attratti magari da brutte abitudini. Lo sport può essere anche un collante sociale: iniziamo con il dare campetti e strutture gratuite ai giovani varesini e anche a quelli di altre nazionalità».
Per quanto riguarda i suoi Mastini, tenuti in vita con due anni di miracoli, il sogno di Longhi è quello di «poter avere la pista del ghiaccio aperta per la prossima estate, dopo essere tornati in via Albani, per riportare i bambini a pattinare, creando magari qualche evento. Sarebbe il modo più bello per guardare al futuro».




