Cronaca - 21 settembre 2021, 17:56

Aveva massacrato di botte una donna simulando una rapina: arrestato per tentato omicidio

La donna, ultrasettantenne, era stata soccorsa mentre era in viaggio dalla Campania verso Varese: da allora è in stato semi vegetativo. L'uomo, un quarantunenne originario del Casertano, questa mattina è finito in carcere

Aveva massacrato di botte una donna simulando una rapina: arrestato per tentato omicidio

Alle prime luci dell’alba di oggi la Polizia di Stato ha dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari di Napoli, su conforme richiesta della locale Procura della Repubblica, Sezione Fasce deboli, nei confronti di un quarantunenne originario del casertano.

Il provvedimento è stato emesso all’esito di indagini che, sviluppate congiuntamente dalle Squadre Mobili di Caserta e di Varese, hanno permesso di raccogliere gravi indizi di colpevolezza nei confronti dell’aggressore in ordine al delitto di lesioni gravissime, commesse nel territorio napoletano nel luglio del 2017, in danno della sua allora compagna settantacinquenne: la Procura contesta il tentato omicidio.

In particolare, nel mese di agosto di quell’anno, la donna era stata ricoverata in un ospedale umbro poiché, mentre era in viaggio verso Varese, di ritorno da un soggiorno in Campania con il suo compagno, era stata colta da convulsioni. Per come raccontato ai medici dal compagno convivente, la donna che presentava anche una serie di ecchimosi al volto, alcuni giorni prima era rimasta vittima di una aggressione a scopo di rapina nella città di Napoli.

Nonostante le immediate cure mediche prestate alla malcapitata, questa aveva riportato lesioni interne estremamente gravi, che ne avevano determinato la caduta in uno stato semi-vegetativo (nel quale versa tutt’ora) a causa delle quali la stessa non ha più potuto parlare, né dunque descrivere quanto le era capitato.

Le indagini, forti delle informazioni fornite da familiari e conoscenti della donna nonché degli esiti di numerose attività tecniche, hanno portato a sconfessare quanto dichiarato dall’arrestato, finendo invece col concludere che, in realtà, la donna era rimasta vittima di una pesante aggressione da parte del giovane compagno, esplosa probabilmente all’esito di una lite.

Dalle numerose fonti raccolte, infatti, è emerso il ritratto di un uomo che tendeva a stingere rapporti con donne molto più grandi di lui e particolarmente facoltose, verso le quali, tuttavia, manifestava forte gelosia, talvolta violenta. Dalle indagini della polizia è emerso anche che la malcapitata, che l’uomo teneva in uno stato di continua soggezione, era sovente oggetto di richieste di denaro da parte dell’uomo.

Rintracciato nel suo attuale domicilio nel Comasco, l'uomo è stato tratto in arresto e portato in carcere a disposizione dell’autorità giudiziaria.

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