Sono esasperati, stanchi e si sentono soprattutto presi in giro i genitori di cinque bambini disabili residenti a Varese e che frequentano due scuole di riabilitazione a Castiglione e Vedano. Due istituti specializzati che raggiungono ogni giorno con un pulmino messo a disposizione dall’amministrazione, «ma che è un’incognita – spiega Emanuela Romeo, presidente dell’associazione Articolo Tre Varese - L’anno scorso il servizio trasporto disabili è partito a metà ottobre. Ci avevano detto che non c’era un pullman adeguato che garantisse il distanziamento dei bambini, per poi presentarsi due settimane dopo, e dopo diverse mail di sollecito, con lo stesso identico mezzo dicendo che in realtà le norme anticovid venivano rispettate anche così. Per tutto l’anno il servizio è stato discontinuo con i conseguenti disagi che questo implica per noi famiglie, ma soprattutto per i nostri figli che perdono ore di scuola per cui tutta la comunità paga, perdono la riabilitazione che è fondamentale per loro e gli viene negato anche il diritto all’istruzione».
Con l’inizio di questo nuovo anno scolastico il disservizio si è riproposto. «Ad inizio settimana abbiamo ricevuto comunicazione che alcuni di questi cinque bambini, selezionati poi dal Comune in base al lavoro dei genitori e alla possibilità, avendoli, che li tenessero i nonni, sarebbero dovuti uscire tutti i giorni due ore prima da scuola perché il pulmino, sempre per le norme anticovid, doveva fare due viaggi e trasportarli separatamente. La scuola non sapeva nulla, noi genitori avremmo dovuto organizzarci di conseguenza con il lavoro e i nostri figli avrebbero dovuto perdere 10 ore a settimana di scuola. E’ stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso».
I genitori si sono rivolti ai carabinieri per presentare un esposto. «Mentre ero seduta davanti al maresciallo ho parlato con l’assessore Rosella Dimaggio e mi ha detto, prima che l’uscita anticipata sarebbe stata solo per un giorno a settimana e poi che invece il servizio era garantito sempre. Poco dopo è uscito anche un comunicato del Comune che annunciava la conferma del servizio trasporto disabili (leggi QUI)». Le considerazioni i genitori le lasciano a questo punto ai varesini.
«Quello che vogliamo dire ora è che non ci fidiamo più. Temiano che dopo le elezioni questo servizio ci venga tolto di nuovo. Vogliamo certezze e siamo stufi di promesse che poi non vengono mantenute. Vorremmo smetterla di vedere il sindaco Galimberti che tira calci al pallone in piazza, piuttosto che fare passerelle elettorali, invece di concentrarsi sui problemi seri e veri dei cittadini».
Ad accogliere la preoccupazione dei genitori è stato il consigliere regionale Emanuele Monti: «E’ una vicenda assurda e gravissima. Inevitabile fare un parallelismo tra il Galimbertibus affittato appositamente per la campagna elettorale, mentre queste famiglie sono senza trasporto speciale». Monti ha annunciato che il 14 settembre a Varese ci sarà l’assessore regionale alla disabilità, Alessandra Locatelli e il primo ottobre il ministro per la disabilità Erika Stefani: «In queste occasioni faremo presente questa situazione e saranno anche disponibili ad ascoltarvi perché vengono in città proprio per confrontarsi con le realtà del territorio».
Qui sotto la diretta alla denuncia dei genitori




