Trasferire gli uffici comunali all'ex Caserma Garibaldi? All'idea lanciata oggi e documentata su queste colonne (leggi qui) di Matteo Bianchi, il candidato sindaco di centrodestra alle prossime elezioni, risponde l'assessore Cristina Buzzetti, che alla tornata elettorale correrà con Varese PrattiCittà:
«Leggiamo con sorpresa che il candidato della Lega e della destra ora vorrebbe trasferire tutti gli uffici comunali in caserma. Un’idea che, per aver senso, doveva essere avanzata nel 2008, quando la Lega e Fontana decisero di acquistare la caserma, mostrando in quella fase la presenza di progettualità.
Cosi non è stato e nel frattempo, dal 2008 ad oggi, sono stati fatti molti passaggi, ma il candidato leghista magari non ne è al corrente dal momento che non è di Varese e in questi anni di fatto non se ne è curato.
Non sa che i lavori in caserma, grazie all’amministrazione Galimberti, sono iniziati da tempo e ora sono in uno stato avanzato. L’impostazione delle opere in corso è tale per insediare un nuovo polo culturale, per dare ai giovani nuovi spazi e trasferire l’archivio del Moderno che aumenterà le iniziative culturali e il posizionamento della città.
Stravolgere la pianificazione dei lavori allo stato attuale comporterebbe solo un loro rallentamento. Questo continuo inseguire pensieri volubili è tipico delle epoche leghiste, che hanno fatto perdere alla città moltissime occasioni.
Inoltre l’amministrazione Galimberti per valorizzare l’edificio comunale ha investito molto in questi anni, come gli interventi della nuova illuminazione, progettata per risaltare l’imponenza dell’edificio, o la riqualificazione dei serramenti. In più si sta cercando di addivenire all’acquisto della sede della Banca d’Italia, che è accanto a Palazzo Estense, per trasferire alcuni uffici e liberare spazi per il pubblico.
Certo, se non avessimo ereditato dall’amministrazione leghista il grosso disavanzo di bilancio, avremmo potuto impiegare le risorse in altre opere ancora.
Ma resta il fatto che i progetti si predispongono con coerenza e soprattutto con una visione a lungo termine, non cambiando le carte in tavola all’ultimo momento, perché questo oltre a ritardare i tempi può portare anche a un ingente spreco di risorse.
Dare attuazione al PNRR con questa mentalità improvvisata e altalenante è pericoloso per la città, e può portare a una perdita di risorse che non torneranno più».




