«Sono indignato. Nonostante la mia richiesta formale trasmessa al ministro Speranza in qualità di Presidente della Commissione Sanità di Regione Lombardia, ad oggi perdura la modalità di ingresso in Italia dalla Svizzera più restrittiva tra tutti i paesi europei»: inizia così la nota di Emanuele Monti, presidente della Commissione Sanità e Politiche Sociali della Lombardia. Per chi entra in Italia da oltre confine, infatti, permane l'obbligo di essersi sottoposto a un tampone molecolare o antigenico nelle 48 ore precedenti ed essere risultato negativo: la regola vale anche per chi è vaccinato o è guarito dal Covid.
«Una situazione che sta generando ingenti danni all’economia di confine - prosegue Monti - È assurdo che la voce della Regione non venga minimamente ascoltata e i nostri territori debbano subire queste scelte immotivate da un profilo di sanità pubblica. È finito il tempo degli appelli e delle richieste, occorre allineare la normativa agli altri paesi europei: è un diritto per i nostri territori non un piacere che ci fa Speranza».
Politica - 30 maggio 2021, 13:47
Monti: «Speranza lascia restrizioni dure e immotivate per chi entra in Italia dalla Svizzera. Danni enormi all'economia di confine»
Il presidente della Commissione Sanità della Lombardia: «Sono indignato. Occorre allineare la normativa di chi varca la frontiera dalla Svizzera all'Italia, che ora è la più restrittiva d'Europa, a quella in vigore per tutti gli altri Paesi: è un diritto per i nostri territori non un piacere che ci fa il ministro Speranza»
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