Si sta svolgendo questa mattina, 21 maggio, davanti all'ingresso della Prefettura di Varese, il presidio di protesta indetto a seguito dello sciopero nazionale proclamato dal sindacato di base Cub per i lavoratori del comparto sanità, sociosanitario e delle Rsa.
Tra le dieci piazze italiane scelte dal sindacato anche Varese, dove un gruppo di lavoratrici e lavoratori del settore si è radunato questa mattina davanti a Villa Recalcati con bandiere e l'affissione di striscioni che recitano "Basta cassa, vogliamo il lavoro" o "No al ricatto del vaccino".
La Cub denuncia «carenze croniche di personale e gravi carenze nelle misure di sicurezza e nella tutela della salute dei lavoratori del settore. Il quadro è ancora più fosco se consideriamo le situazioni drammatiche nei servizi esternalizzati e nelle Rsa, dove migliaia di lavoratori sono in cassa integrazione e a rischio licenziamento. Ci mobilitiamo convinti più che mai che la sanità debba essere pubblica, universale, gratuita, diffusa sul territorio e omogenea in tutta Italia».




