Fai bene al cuore. Quante volte, nella nostra vita, abbiamo pronunciato questa frase, pensando a una persona, a una passione, a una situazione? Quattro parole che celano un messaggio profondo, complesso, sincero. Per Luca Re, artista ventenne di Cuveglio, questa frase così semplice rappresenta un mondo in cui è entrato a sette anni, quando ha preso in mano la sua prima chitarra, ha iniziato a suonare e ha capito che quello sarebbe stato il modo giusto per comunicare le sue emozioni.
Oggi, all’uscita del singolo – intitolato, appunto, Fai bene al cuore – che anticipa l’EP d’esordio, in uscita a giugno, Luca ci racconta il suo percorso, dal primo incontro con la musica, al primo album.
Quando la musica ti salva
«Durante l’adolescenza, ho avuto vari interessi, per cui mi sono spesso allontanato dalla musica. Oltretutto, ero circondato da persone che sapevano quello che volevano fare nella loro vita, io no e mi sentivo sbagliato, sapevo di voler ottenere qualcosa ma non mi era chiaro che cosa, né come. È stato un periodo complicato, sentivo una forte pressione, quando ho finito ragioneria, due anni fa, non ho voluto continuare a studiare, ho cambiato diversi lavori, nessuno mi faceva stare bene». Un momento di confusione, di buio, quindi, da cui Luca è riuscito a uscire solo grazie a una luce che, nonostante tutto, non si è mai spenta.
Quando, infatti, il primo lockdown lo costringe a casa, Luca inizia a pensare a ciò che lo fa star bene davvero, che lo rende felice e si rende conto che è proprio la musica a non averlo mai abbandonato: «Avevo scritto alcuni brani, ma senza l’idea di pubblicare, le persone che mi stavano intorno mi hanno chiesto perché non facessi uscire qualcosa, avrei dato un senso a tutto. Dopo averne parlato con i miei amici, mi sono deciso e il 19 giugno 2020 ho pubblicato la mia prima traccia e, davanti alla reazione delle persone e alle sensazioni che ho provato io, ho capito di aver trovato uno scopo, un motivo per alzarmi dal letto al mattino. Da quel momento, ho iniziato a fare musica seriamente».
L’incontro con il manager e una missione: parlare alla gente
Il vero cambiamento è avvenuto quando Luca ha incontrato colui che sarebbe diventato il suo manager, Federico Caon: «Ad agosto 2020, dopo l’uscita di Ricominciamo, ho visto, tramite le storie su Instagram, che tre produttori stavano raccogliendo a Gavirate artisti della zona per fare un album. Ho scritto al fratello di Federico, che a suo tempo seguiva la parte manageriale del progetto, mi hanno coinvolto subito. Con il mio manager ci siamo visti poco, ma abbiamo parlato e lavorato tanto, la terza volta in cui siamo incontrati è stato per andare a Roma, al casting di Amici a cui mi aveva iscritto mia mamma, senza dirmelo».
Un supporto pieno, quindi, quello della famiglia di Luca, all’inizio incerti e preoccupati, ma, ora, convinti che la musica sia la vera, sola e unica strada per il giovane artista, che sa di voler restare in questo mondo e di studiare ancora tanto per farlo. E la stessa speranza, fiducia ed energia che lui prova si ritrova nelle sue canzoni: «Voglio parlare alle persone, so cosa significa vivere un periodo in cui non hai idea di cosa fare e dove andare, credo sia un argomento molto attuale per i giovani di adesso, per questo voglio portarlo avanti, ogni persona ha un talento, qualcosa per ci valga la pena lottare, non c’è bisogno di correre e trovarlo il prima possibile, perché esiste. Voglio dare un bell’esempio, cerco di muovermi nel modo migliore possibile anche nell’utilizzo dei social, quando ho iniziato a fare musica è cambiato anche il mio approccio alla vita e alle persone, prima ero arrabbiato, nervoso, quando hai qualcosa da fare e ti piace davvero tutto diventa più bello. Se ognuno capisse che ha qualcosa da dire e da fare, potrebbe cambiare il proprio approccio alla vita».
Le mille sfaccettature dell’amore
La carriera musicale di Luca è, come si dice, “partita col botto”, con cinque brani realizzati in circa sei mesi. Fil Rouge delle sue canzoni è l’amore, con cui il ragazzo ha un rapporto particolare: «È un tema di cui puoi parlare in qualsiasi momento, che tu sia felice o arrabbiato, e so che, ogni volta in cui scriverò d’amore, cercherò di farlo con la stessa sincerità di un bambino che parla dei suoi genitori. L’amore è qualcosa di talmente grande che se ne può parlare in mille modi diversi – il primo brano dell’EP di giugno, per esempio, parla della musica – non è così strano se un ragazzo di vent’anni ne parla, è il primo sentimento che conosce. Ora, sto però cercando di evolvermi e parlare di altri temi più profondi».
Proprio l’amore, infatti, è al centro di Fai bene al cuore, il nuovo singolo di Luca, uscito venerdì 7 maggio, una canzone in cui si percepisce un pizzico di malinconico romanticismo e che strizza l’occhio all’indie-pop; un brano in cui ritroviamo le sensazioni vissute dal giovane artista, la sua quotidianità in due momenti, che si riflettono nelle due strofe della canzone: l’estate 2020, vissuta con l’allegria, la spensieratezza che solo un ragazzo di vent’anni può avere, anche dopo un periodo difficile come il primo lockdown; poi, arrivano le paure, i timori tipici dell’adolescenza, a cui c’è un solo rimedio.
«Ho scritto Fai bene al cuore l’estate scorsa, ma ho voluto presentarlo adesso perché ho pensato che, forse, dopo un periodo così complicato ci sta qualcosa di leggero, che faccia bene al cuore, una bella boccata d’aria che ci serviva. Credo sia la traccia giusta per ripartire, che lasci un sorriso, un bel ricordo, secondo me questo è uno dei compiti fondamentali della musica».
Vent’anni, idee molto chiare e tanti progetti in mente. Questo è Luca, un ragazzo che suona una musica tutta sua e che sa toccare le corde più profonde dell’animo.
In attesa di Imprevisto, l’EP che uscirà a giugno, possiamo conoscere meglio il nostro giovane artista ascoltando Fai bene al cuore, disponibile su Spotify, e “sbirciando” il suo profilo Instagram @lucare6 – oltre a quelli di Federico Caon @fedecaon e dell’art director Alessandro Presentazi @fankyprez.




