Backstage - 21 aprile 2021, 09:03

VIDEO. L'albero di Ave Corvi ai Giardini e le lacrime di Pozzecco per Pierantozzi

Riviviamo l'ultima puntata di Backstage dedicata ai grandi varesini scomparsi: le lacrime di Gianmarco e la promessa del vice sindaco Zanzi. Il magistrato Battarino: «Pierantozzi diceva che Varese è come Circe, affascina e trattiene». I ricordi toccanti di Giovanni Corvi, fratello di Ave, e del nipote Alessandro Galbiati

Pozzecco in lacrime in diretta a Backstage mentre ricorda Giovanni Pierantozzi

Pozzecco in lacrime in diretta a Backstage mentre ricorda Giovanni Pierantozzi

Una puntata commovente di Backstage è iniziata con il pianto a dirotto di Gianmarco Pozzecco in diretta nel momento in cui ha provato a ricordare Giovanni Pierantozzi, lacrime che però sono sempre state ricacciate in gola, pur a fatica, perché le parole da dire sul magistrato varesino scomparso il Poz le avrebbe comunque dovute e volute pronunciare. «E' stata la persona più lontana da me, anche di età, capace di entrare in punta di piedi nel mio mondo e nel mio cuore per "aiutarmi" in quel periodo della mia carriera e della mia vita. Era la mia guida», ha detto Gianmarco nella serata in cui VareseNoi ha voluto omaggiare alcuni dei suoi grandi come Giovanni Pierantozzi, ricordato in diretta anche dai magistrato Giuseppe Battarino con aneddoti e parole delicate ma superbe.

Grandi come Ave Corvi, "il fiore più bello di Varese" che è stato ricordato con parole toccanti, e che a volte si sono sciolte nelle lacrime, dal fratello Giovanni e dal nipote Alessandro Galbiati, ma anche dal vice sindaco Daniele Zanzi: «E' stato l'ultimo dei mohicani di quella generazione di giardinieri varesini che ha fatto bella e grande la città. Per una persona dall'animo così rivolto alla natura, metteremo a dimora una pianta ai Giardini Estensi con una targa a sua nome. Si chiamerà l'albero di Ave e sarà una pianta tropicale o sub tropicale, conoscendo le sue passioni. Sarà il simbolo dell'esotismo vegetale che lui tanto amava». 

L'albero di Ave arriverà da lontano, come quei ritmi latini americano e di merengue che sono stati la colonna sonora della sua vita, racchiusa nelle immagini più belle commentate in diretta, con un groppo in gola ma con parole bellissime, dal nipote Alessandro. «La nostra camera da letto - ha detto il fratello Giovanni, che ha perso il fratello e la mamma Maria Tagnocchetti in pochi mesi - si trasformava spesso in una sala da ballo».

Toccanti anche le parole scritte da Tiziano Masini, collega varesino di Giuseppe Battarino, ora procuratore aggiunto ad Alessandria: «Di sabato da piccolo il mio papà mi portava qualche volta a trovare la zia Adele nel negozio dei fioristi Corvi in corso Matteotti. E c'era sempre Alfredo ad accoglierci con il suo sorriso. Con le sue manone prendeva i fiori, ce li mostrava e descriveva».

«Questa è una città ricca di valori, che dà e merita molto, e lo vediamo in questa serata dove si toccano, sublimandosi, connessioni e mondi diversi - ha aggiunto ancora Battarino - Varese è come Circe, disse Giovanni Pierantozzi, perché affascina e trattiene».

La puntata non poteva che finire con un omaggio a Natale Gorini, straordinario poeta dialettale scomparso settimana scorsa, con uno dei suoi più memorabili discorsi da Re Bosino.




Redazione

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