Varese - 16 marzo 2021, 14:45

Il palco dell’Ariston si tinge di bianco e rosso con Davide Shorty e un’agenzia stampa tutta varesina

Dopo l'entusiasmante debutto al Festival di Sanremo 2021, Francesco Italiano e Giacomo Zavattoni, i due titolari di RC Waves, raccontano le emozioni vissute durante tutto l’anno di preparazione al più importante appuntamento musicale italiano: «Una vera prova psico-fisica, ma anche un’esperienza incredibile».

Francesco Italiano e Giacomo Zavattoni, i due varesini titolari dell'agenzia di comunicazione RC Waves (foto di Ambra Parola)

Francesco Italiano e Giacomo Zavattoni, i due varesini titolari dell'agenzia di comunicazione RC Waves (foto di Ambra Parola)

«Perché Sanremo è Sanremo», recita il celebre slogan dell’altrettanto celebre Festival della Canzone Italiana, quest’anno alla sua 71° edizione. E se vi dicessimo che lì, dietro le quinte, c’era anche una “nota” varesina?

I due cantanti in gara Ghemon e Davide Shorty, infatti, erano rappresentati da RC Waves, agenzia di comunicazione ed eventi fondata nel 2014 dai nostri concittadini Francesco Italiano e Giacomo Zavattoni.

Proprio loro, oggi, vogliono raccontarci l’«incredibile» esperienza che hanno vissuto, con ancora tutto l’entusiasmo e l’adrenalina che solo Sanremo può portare.

Un passo indietro: quando nasce RC Waves

Fondata da Italiano e Zavattoni a Varese nel 2014, RC Waves nasce come agenzia di comunicazione e organizzazione di eventi, per poi, tra il 2015 e il 2016, ampliare il proprio raggio d’azione «al management, alla discografia, alle attività in studio e digital (ad esempio, la gestione della piattaforma Spotify), alla parte manageriale», senza contare l’ufficio stampa e l’editoria.

Sono questi gli anni in cui i due ragazzi subentrano a Francesco Tenti, allora proprietario della società discografica ed editoriale bolognese Totally Imported «in cui – spiega Francesco – abbiamo convogliato la nostra agenzia».

Insomma, RC Waves è ancora piccola, ma riesce a occuparsi, con grande soddisfazione dei suoi titolari, della filiera musicale a 360 gradi, modulando i servizi in base alle necessità del singolo artista. Per Davide Shorty, in particolare, l’agenzia di occupa di tutto, dall’etichetta al management.

Varese-Sanremo, il palco sta aspettando!

Il percorso che ha portato Francesco, Giacomo e Davide Shorty a Sanremo Giovani è iniziato circa un anno fa, raccontano i due varesini: «L’input è arrivato da Elio (del gruppo Elio e le Storie Tese), coach di Davide a X-Factor 2015. Sono rimasti in contatto, Elio lo ha sempre spronato a partecipare a Sanremo Giovani, pensava che avesse le capacità di far bene».

Davide aveva già scritto un testo che ritenevano potesse essere adatto per il Festival, così hanno iniziato l’iter per entrare in gara, spiega Francesco, al fianco del giovane artista durante le selezioni: «La prima commissione ha valutato più di settecento candidati, con relativa scrematura. Poi, c’è stata l’esibizione davanti alla Commissione Artistica, quindi Amadeus, gli autori Rai, giornalisti, insomma, gli addetti ai lavori». Da qui, sono stati scelti i venti Giovani che avrebbero partecipato agli appuntamenti di “AmaSanremo”, da giovedì 29 ottobre a giovedì 26 novembre; i dieci ragazzi, tra cui Davide, che hanno superato questa fase hanno partecipato alla finale del 17 dicembre, al Casinò di Sanremo, e tra loro sono stati scelti i sei che sarebbero effettivamente salti sul palco dell’Ariston.

«È stato un percorso lungo – aggiunge il manager varesino – ma anche molto bello, Davide e gli altri ragazzi sono diventati amici. In un periodo come quello che stiamo vivendo, in cui i contatti sono difficili, ritrovarsi ogni settimana ha permesso di creare un bel rapporto sia con i concorrenti che con i team».

Una vera esperienza di vita, quindi, soprattutto se pensiamo alla situazione in cui tutti, cantanti e addetti ai lavori si sono trovati. Oltre alla quarantena forzata per tutta la squadra, prima di partire per Sanremo, una volta nella città ligure «è stato surreale, non si poteva uscire di casa, una soluzione che noi abbiamo preferito all’hotel. Abbiamo allestito una postazione per le interviste in salone, Davide ha trascorso ore su Zoom tra dirette, conferenza stampa e incontri con giornalisti. Inoltre, io ho lavorato con Ghemon – spiega Francesco – mentre Davide è rimasto con una parte del team, per questioni di sicurezza non ci poteva vedere ma eravamo sempre in contatto. È stata un’esperienza incredibile, anche se viziata dall’impossibilità di vivere la città, andare all’Ariston, fare le intervista in presenza, conoscere le persone non solo al telefono o via mail».

Anche per chi è rimasto a casa, come Giacomo, quelli del Festival sono stati giorni impegnativi: «Io sono rimasto a Milano a malincuore, ma c’era l’uscita del disco di Davide, Fusion a metà (etichetta Totally Imported) al momento 21° nella Viral 50 Global di Spotify – specifica con soddisfazione – dovevo occuparmi della promozione».

La vittoria finale non è arrivata, ma entrambi i titolari di RC Waves sono molto soddisfatti della performance di Davide: «Ha tenuto il palco molto bene, pensiamo di esserci meritati quest’esperienza e che anche lui se la sia meritata, la canzone è molto bella, ci abbiamo creduto, le radio ci hanno premiato come miglior brano. Per essere stata la prima volta è stato incredibile, ce lo avessero detto a marzo 2020, a pandemia appena iniziata, avremmo pensato a uno scherzo! Secondo noi, questa è stata l’edizione dei giovani più interessante, in gara c’erano ragazzi che hanno già fatto concerti, hanno pubblicato dischi, ma non per questo sono “big” affermati, fino agli scorsi anni si pensava che l’esordio di un cantante dovesse essere a Sanremo Giovani, ma ormai il festival è diventato così importante che per molti artisti diventa quasi una consacrazione».

Il Festival di Sanremo: il punto di partenza per tanti nuovi progetti

Francesco, sempre presente a Saremo durante la gara, ha potuto viverne in prima le dinamiche: «È importante sottolineare che il Festival è una prova psico-fisica importante, magari la gente non ci pensa, ma una giornata tipo prevede sveglia alle 7, interviste dalle 10 alle 17, vocal training prima dell’esibizione, bisgona mantenere una forma fisica giusta, le tempistiche sono molto serrate, anche se per i giovani è più facile perché si esibiscono per primi, ma ci sono le prove da fare il pomeriggio, il ritardo di uno si ripercuote su tutti. Detto questo, Davide ha imparato tanto, a gestire il palco, la pressione con i giornalisti, si è misurato con mondo in cui hai la lente d’ingrandimento nazionale puntata addosso, tutto quello che fai sai che verrà vista, commentata e potrà essere un di più o un problema per la tua carriera».

Una sfida sotto tutti i punti di vista da cui sia il giovane artista, sia il team ne sono usciti vincitori, «a livello formativo, per noi è stato come fare un master di due anni in sei mesi - commenta Giacomo – quest’esperienza è stata di sicuro un buon trampolino di lancio per tutti».

Tra le maggiori soddisfazioni dell’agenzia varesina è, adesso, ricevere tante richieste, soprattutto dopo un anno di lavoro «complicato per i lavoratori dello spettacolo, anche per noi addetti ai lavori questo Sanremo è stata una boccata d’ossigeno importante. Questa situazione è pesante, si ripercuote su tutta la filiera musicale. Il lato positivo è il supporto del pubblico, non ci eravamo mai confrontati con qualcosa del genere!».

Francesco e Giacomo hanno già le idee chiare sui progetti futuri: «Venerdì 5 marzo è uscita la prima parte album di Davide, Fusion a metà, ora stiamo lavorando sul disco completo, previsto per il 30 aprile, e sul suo tour estivo. Poi, faremo il punto e organizzeremo anche le altre attività, lavoriamo con quasi 20 artisti, l’esperienza di Sanremo deve essere un punto di svolta anche per gli altri, per tutti noi. Dobbiamo solo afferrare le redini e partire».

Concludono, con un sogno, o forse una promessa: «A Sanremo 2022 penseremo a tempo debito, dipende da tanti fattori, anche da Davide stesso, è ovvio che questo è stato il primo Festival e ne vogliamo fare altri. Che sia l’anno prossimo, tra due o dieci sicuramente vorremmo riproporre questa esperienza e godere anche di quello che non siamo riusciti a fare adesso». 

Stiamo già ascoltando Fusion a metà su Spotify e “sbirciando” le pagine Facebook Davide ShortyTotally Imported e RC Waves e Instagram @davideshorty@totallyimported e @RCWAVES… Vi unite a noi? 

Giulia Nicora

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO AD APRILE?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Aprile 2025" su Spreaker.
SU