Era il 4 febbraio del 2014 quando al referendum per sancire la nascita del "super" Comune di Maccagno con Pino e Veddasca, i sì prevalsero per un soffio, sancendo la nascita della nuova realtà amministrativa composta da tre Comuni dell'Alto Varesotto.
«Dopo sette anni possiamo dire che l'operazione è riuscita e possiamo affermarlo numeri alla mano e a ragion veduta - commenta il sindaco di allora e di oggi Fabio Passera - tutte e tre i Comuni sentivano l'esigenza di una riorganizzazione amministrativa grazie alla quale siamo riusciti a portare servizi importanti per la cittadinanza anche a Pino e Veddasca senza perdere nulla di quanto già c'era a Maccagno». Fusione ha significato anche tanti contributi in arrivo investiti in infrastrutture e servizi per i cittadini. La strada della fusione tra Comuni è andata a buon fine anche a Cadrezzate con Osmate, ma non altrettanto bene a Cuveglio e Duno o a Grantola, Mesenzana, Cassano Valcuvia, Ferrera e Masciago Primo, dove l'unificazione è stata bocciata dai cittadini.
«Io credo che la fusione sia un processo irreversibile e riguarderà anche altri Comuni della provincia di Varese - prosegue Passera - non tanto perché ingolositi dai contributi a fondo perduto che arrivano ma che dopo dieci anni finiscono quanto per mettere ordine al sistema amministrativo, per ottimizzare i servizi per i cittadini e razionalizzare i costi. Questi sette anni sono stati importanti per me come amministratore, ma anche perché sono convinto che questo processo lascerà conseguenza importanti per i cittadini; il bilancio non può che essere positivo». A ragion veduta, Maccagno con Pino e Veddasca può essere definito un "super" Comune non ovviamente per il numero di abitanti quanto per l'estensione geografica, seconda soltanto al capoluogo Varese.




