Un fiume di ricordi, bellissimi e struggenti, dalla sua Calcinate degli Orrigoni e da tutta Varese per dire addio a Marco "Sciur" Bonomi, scomparso ieri all'età di 48 anni per un malore improvviso (leggi qui).
Da Chiara Catella a Roberto Broggini, Stefano Galante e Giuseppe Marangon («Che tristezza, tutte le volte che passavo dalla sua Calcinate era lì, una suonata di clacson, un saluto, quattro chiacchiere e via... Il tuo Roccolo, il tuo campetto, il tuo lavoro, i tuoi cestelli che adoravi... quante lotte per il tuo paesello che oggi ha perso il suo cuore pulsante... Ogni volta che avevo bisogno di aiuto tu c’eri, per un consiglio tu c’eri e non chiedevi nulla in cambio. Mancherai Sciur Bonomi, mancherai»), da Luisella Sciura Antonini («Ciao Marco Sciur... il nostro Sciur è iniziato per gioco ed è finito per diventare il nostro soprannome. Mi mancherai») a Teino («Non ci sono parole, eri unico»), Ezio Macchi e Alex Arch Vanoni, il ricordo di Marco è per tutti forte e appassionato. «Scrivo e piango - scrive Vanoni - Mi mancheranno le battute davanti a una birra o una serata a vedere montare le luci del campo sportivo che continuava a presentare zone d'ombra anche dopo una settimana di tentativi di risolvere i problemi. Ciao Marchetto».
«Ci si dava una strombazzata di clacson incrociandoci o davanti al baretto di Calcinate degli Orrigoni, cosi solo per far un po' di casino - scrive, in uno dei messaggi più toccanti e indimenticabili, Manuel Bogni - Eri il più sognatore e matto della combricola degli agricoli, non sei mai cambiato ed era il tuo bello. Durante il primo lockdown a marzo/aprile ci siamo sentiti e vista la situazione della tua zona, dove il ponte era chiuso da mesi e i collegamenti con la città erano bloccati dalla via più breve, ti eri rivolto a me per far sì che tutte le famiglie della zona potessero avere alcuni prodotti. Ti sei fatto in quattro, come sempre, per tutti, mi messaggiavi ed io la sera arrivavo con i pacchettini per ognuno. Abbiamo perso un grande uomo dal grande animo che per la comunità non si tirava mai indietro: probabilmente, se qualcuno non se ne fosse accorto, ora non può fare altrimenti...». Poi, il saluto più commovente: «Marchetto, so che da lassù ci stai guardando e che starai facendo ammattire gli angeli, perché uno come te non c'è! Ciao zanza, il tuo bandito...».
«Ti ho conosciuto 25 anni fa, eri matto e non sei mai cambiato! - scrive Lorenzo - Ti sei sempre fatto voler bene da tutti, nel tuo modo di essere un po' estroso sei sempre riuscito a farti ricordare. Quando pensavo e penso a te sorrido, sì, sorrido perché la vita come la prendevi tu solo in pochi... Ciao Marco Sciur Bonomi, fai buon viaggio e continua a far polemica da lassù».
Struggente l'addio di Stefano Clerici al "Sciur" di Calcinate, che lo stesso consigliere ha ricordato anche ieri sera nel corso del consiglio comunale di Varese: «Questo anno maledetto si porta via un ragazzo dal cuore d’oro, generoso, sempre sempre sempre disponibile, un grande lavoratore che aveva a cuore il bene comune e lo dimostrava coi fatti, senza fare l’ambientalista a parole.
Avevi mille idee e mille progetti, non ti fermavi mai, da Calcinate a Laigueglia eri sempre pronto a mettere il cuore in tutto ciò che facevi, che fosse un bar, la pulizia di un torrente o la sistemazione del roccolo... e forse ti ha tradito la tua sana irrequietezza che ti rendeva così speciale».
«Ti faccio una promessa - conclude Clerici - con Cardani troveremo il modo per terminare ciò che tu hai iniziato. Ciao Zanza, sorridici sempre da lassù col tuo faccione».
«Possiamo trovare un modo per intitolare a Marco il Roccolo, sua grande passione - propone Tiziano - Sarebbe un ricordo per tutta la popolazione. Marco se lo merita».
«Una brava persona che conoscevo da tempo - lo saluta Giacomo Cosentino - un lavoratore molto attaccato al proprio quartiere, uno che se avevi bisogno ti dava una mano senza chiedere niente in cambio».
E poi, ancora, Manuela dice «grazie Marco Sciur Bonomi per la tua gentilezza, per la tua simpatia, per quello che avresti voluto fare per Kito.... Grazie, buon viaggio».
E' proprio questa la parola più ricorrente, semplice e straordinaria che il Sciur Bonomi ci "costringe" a dirgli, abbracciando Emanuela e Valentina, nel momento di un saluto mai così doloroso e prematuro: grazie.




