Il “turbo” Colombo mette subito in chiaro: lo Speroni non ammette più attese e reclama la vittoria. Tanto più con un avversario come il Lecco. Poi ci pensa Latte Lath, entrato nella ripresa a rincarare la dose per la delizia del pubblico bustocco, che segue da casa tranne il drappello di ultrà fuori dallo stadio. I lecchesi accorciano le distanze con Capogna, risultato finale 2-1.
Ma la Pro non si fa spaventare e porta a casa i tre punti con stoica determinazione.
Il capitano - stratosferico nel primo tempo - rende il suo personale omaggio alla memoria di Pablito con un gol al 2’, portando in vantaggio la Pro Patria. Prima del fischio di inizio, c’era stato il minuto di silenzio per ricordare Paolo Rossi. Ricky ha voluto, preteso di rendere l’idea anche in maniera più potente: assist di Parker, lui afferra, “progetta” in un lampo e colpisce con precisione. I tigrotti sembrano prenderci gusto e di lì a poco Sean ha una ghiotta occasione tutta per sé: tira però alto.
Il Lecco prova qua e là a reagire e al 22’ viene annullata una rete di Mastroianni: proteste degli avversari, certo un gol subìto dall’ex biancoblù sarebbe stato boccone anche più amaro.
In campo, però, indubbia sinfonia con un Colombo che è la grinta in persona e prima fa il pilota di Formula 1, poi il direttore di orchestra: encomiabile un solfeggio tra Ricky e Nicco, nel cuore del primo tempo.
È Latte Lath al 67' con un gol da leccarsi a baffi a raddoppiare il vantaggio. Undici minuti dopo, però, i lecchesi tentano la risalita e Capogna va in rete. Ancora un brivido all’83’ con un tiro di Giudici, salva Greco. Iniezione ulteriore di esperienza negli ultimi minuti con Fietta e Le Noci che devono aiutare capitan Colombo a condurre in porto la vittoria ritrovata con tutti i ragazzi.
E così è. Perché la Pro vuole con tutte le forze questi tre punti, resiste anche agli ultimi, disperati attacchi del Lecco.
La gioia esplode allo Speroni che sembra gremito della sua gente. Sembra che la vita scorra normale, sì, è il primo giorno di zona gialla e la promessa di farci vivere quella normalità da mister Javorcic la sentono tutti così compiuta oggi.






