Morse 6
Pagelle in fotocopia le sue: errori banali figli della poca tecnica, qualche exploit salterino (oggi una gran schiacciata e una bella stoppata), consueto impegno, poca possibilità di cambiare le sorti del suo reparto.
Scola 7
Un uomo solo al comando, ma perché il gruppo è rimasto ai piedi della salita e non ha i mezzi per pedalare e raggiungerlo. Oggi non ci ha preso da 3, ma sotto canestro ha continuato a macinare gioco e punti, spesso vedendosela contro due o tre corpaccioni nemici. Da solo non può risolvere i problemi di Varese, ma sarebbe davvero bello vederlo in una squadra completa e non in questo disastro.
De Nicolao 5
Otto minuti sulle tracce soprattutto di Taylor. In attacco non si vede (zero tiri).
Jakovics 6,5
Il suo dovere oggi lo ha fatto eccome, con il tiro e con le entrate. Insieme a Scola e Strautins è stato l’ultimo a issare la bandiera bianca. Fosse sempre così, forse la triade Conti-Bulgheroni-Bulleri non starebbe cercando un esterno al posto di Andersson…
Ruzzier 3
Cinque palle perse inaccettabili per un regista di Serie A, con un tris degli orrori a inizio terzo quarto (prima in contropiede 2 vs 1, poi un passaggio sulle gambe di Scola attorniato da 3 avversari, infine pallone buttato a metà campo) che ha messo le ali ai piedi di Reggio Emilia. Domani lo chiameremo per chiedergli la targa di Taylor: ha visto solo quella.
Andersson 0
Voto all’esperienza varesina più che all’ennesima barzelletta di giornata. Ciao Denzel, salutaci mamma Kristina, Babbo Natale e il gioco del basket.
Strautins 6
Primo tempo nervoso, incostante, molle. Secondo da ira di Dio, arricchito da una scarica di bombe a buoi ampiamente fuori stalla. Nonostante la palma di bomber di giornata insieme a Scola, per noi si tratta di un passo indietro rispetto al solito: esplodere sul -20 significa farlo lontano dagli occhi e lontano dal cuore.
De Vico 5
Il suo apporto a rimbalzo è clamoroso, così come le sette carambole aspirate in un solo quarto (11 totali, 7 nei primi dieci minuti). Il gomito infortunato, il braccio e la mano a essi attaccata, però, non funzionano ancora a dovere, così come la testa che pensa mentre tira. Risultato? 0/7 dalla lunga. Vederlo rimanere a tirare, a fine partita, nel palazzetto vuoto, con la sola compagnia del ticchettio dei giornalisti sulle tastiere e degli operai adibiti ai vari smontaggi, è tuttavia simbolico della fragranza di questo professionista e di una certezza: non accadrà più.
Douglas 5
Osservato speciale della difesa reggiana, si trova a smistare quasi tutti i palloni giocabili (sette assist). Se però non tira, non segna e non si fa vedere, non fa il suo dovere. Punto.




