Mentre è necessaria una nota serale del Viminale per stabilire che la mascherina è obbligatoria solo per le passeggiate ma non per le corse all'aperto (leggi QUI), si attendono nuove norme anticontagio nell'imminente Dpcm, dal divieto di sostare davanti ai locali della movida dalle 21 alle 6 del mattino allo stop alle feste private, dai banchetti con non più di 30 invitati alla chiusura a mezzanotte dei ristoranti e dei bar e al blocco delle partite di calcetto tra amici o agli sport di contatto a livello amatoriale. Sono queste alcune delle disposizioni, secondo Il Corriere della Sera, che il governo sta valutano per mettere un freno alla risalita dei contagi da Coronavirus nel nostro Paese.
Il nuovo Dpcm potrebbe essere firmato già domani, lunedì 12 ottobre. Oltre alle limitazioni, il decreto dovrebbe prevedere anche il potenziamento dei controlli per verificare il corretto utilizzo della mascherina e per impedire assembramenti in strada, parchi e piazze cittadine.
Nel mirino in particolare la movida, con il divieto di sostare fuori dai locali se non seduti al tavolino nel pieno rispetto delle norme anti Covid già in vigore. Per i trasgressori si annunciano sanzioni comprese tra i 400 e i mille euro (la stessa multa per chi non utilizza la mascherina). Il governo, sempre secondo il quotidiano milanese, starebbe valutando anche di imporre la chiusura di bar e ristoranti a mezzanotte.
Giro di vite possibile anche per quanto riguarda le feste private in casa: a pranzi e cene di matrimoni, compleanni e battesimi potranno partecipare al massimo 30 persone. Nel decreto potrebbero essere comprese anche limitazioni alle riunioni tra amici a casa propria per evitare che chi non convive possa entrare in contatto per lungo tempo. Stesso discorso per gli sport di contatto amatoriali, che dovrebbero subire pesanti limitazioni, come ad esempio il divieto di giocare a calcetto o ad altri sport di contatto.
Novità anche sul fronte test e quarantena. L'esecutivo starebbe pensando di ridurre, come avviene in altri Paesi, la quarantena da 14 a 10 giorni, mentre si valuta il via libera ai test rapidi (la cui affidabilità è del 95%) per ridurre le attese ai tamponi. A quel punto si sottoporrebbe al tampone stesso solo chi è risultato positivo al test rapido.




